«Diteci il nostro futuro in Provincia»

Ora gli occhi sono puntati sull'incontro di lunedì alle 16 in Regione dove si discuterà la distribuzione del personale su ciascuna funzione che verrà trasferita. «Alal luce della nuova circolare Madia uscita oggi, - dice il presidente Daniele Bosone (nella foto) – vedremo come sarà distribuito il personale sulle diverse funzioni». Una questione però è già stata parzialmente affrontata: i corpi di polizia provinciale per il momento resteranno all'interno della Provincia, visto che la tutela venatoria sul territorio spetta come competenza a Piazza Italia, ma visto che tale funzione è ritenuta tra quelle non fondamentali per l'ente pavese, dovrebbero essere trasferiti in futuro: «A quanto è stato finora stabilito – dice Bosone – gli uomini della polizia provinciale resteranno nei nostri organici fino a quando non ci sarà il riordino del personale delle forze dell'ordine». Quando questo accadrà per ora non è dato da sapere. di Linda Lucini wPAVIA «Io abito a Montalto e ogni giorno faccio 68 chilometri per venire a lavoro e per me il trasferimento in Regione a Milano sarebbe stato un disastro. Per fortuna ho 41 anni e 7 mesi di contributi e dovrei rientrare tra i 58 dipendenti prepensionamenti della Provincia». Lui la soluzione pare averla a portata di mano, ma per molti degli altri 394 dipendenti della Provincia il futuro è un'incognita. «Nessuno resterà a piedi», continuano a ripetere giunta e presidente, ma i lavoratori di Piazza Italia sono preoccupati perchè tra loro ce ne sono 128 che finiranno alle dipendenze di Regione Lombardia e ce ne sono una settantina che dovranno andare a lavorare nei Comuni o in Tribunale o in altri enti. Dietro ai freddi numeri dei tagli ci sono le storie di ognuno e tutte le preoccuapzione che questo cambio al buio comporta. «Io spero di restare – dice Maddalena Corippo – lavoro in un settore che è stato ritenuto fondamentale per la Provincia, però vedremo. Ora la situazione è ancora incerta, aspettiamo indicazione più precise dalla Regione». Carla Bosini ha 35 anni di lavoro alle spalle. Dall'81 sono dipendente di Piazza Italia. Io dovrei rientrare tra il personale dello staff che resta, ma i criteri di chi rimane e di chi lascia la Provincia sono ancora tutti da chiarire». «La situazione è ancora fluida – spiega Andrea Spada mentre timbra il cartellino – Nessuno ha ancora parlato di quelli che sono dipendenti e fanno il lavoro di comunicazione. Di uffici stampa non ha ancora parlato nessuno e quindi non è chiaro se saremo dirottati al Pirellone o se resteremo qui». Alza gli occhi al cielo Marinella Livraghi: «Nessuno ci ha ancora detto i criteri, neppure noi che lavoriamo nella segreteria del presidente siamo certe di restare. Per ora l'unica certezza e che alcuni di noi andranno in mobilità e poi verranno assorbiti da altri enti pubblici, il resto è ancora tutto nel vago quindi nessuno si sente tranquillo». Alla collega invece l'idea di essere trasferita a Milano non dispiace per nulla visto che lì ci abita, ma di casi come il suo non ce ne sono molti. Donatella Olivetti in vece si dice convinta di restare: «Sono una delle poche del servizio Istruzione che è ritenuto trale competenze fondamentali delle future Province. Sono una persona aperta ai cambiamenti e mi sarei anche trasferita, ma due oere in più di viaggio al giorno non sono poche». «Sono abbastanza preoccupata – dice Edy Rossi – io lavoro all'ufficio consiglio, ma non ho la più pallida idea di cosa accadrà a me e ai miei colleghi». Antonella invece un'idea di futuro ce l'ha: «Dovrei essere tra quelle che transitano all'agenzia nazionale per l'occupazione che non c'è ma che dovrebbe partire a breve. Per ora resto qui, ma è l'ennesimo trasferimento il mio: prima eravamo ministeriali, poi siamo diventati provinciali, poi abbiamo cambiato diverse sedi. Ho affrontato tutti quei cambiamenti quando avevo due gemelli piccoli, ora sono certa che ce la farò senza problemi»