Provincia, tagli da 3 milioni agli stipendi
PAVIA Il numero di quanti dipendenti perderanno il posto in Provincia non c'è, ci sono solo i conti di quanto valgono in tutto i loro stipendi: «Si tratta di 2.924.250 euro l'anno che dovranno essere ridotti», dice il presidente Daniele Bosone dando avvio al consiglio provinciale aperto in una sala dell'Annunciata zeppa di gente. Bosone, di ritorno da Roma dove sono state definite spese e funzioni di Piazza Italia snocciola i punti salienti: «E' stato calcolato che dei 394 dipendenti provinciali 266 sono addetti a funzioni fondamentali per l'ente quali istruzione, trasporti, viabilità e programmazione territoriale, protezione civile, parchi, organizzazione dello smaltimento rifiuti, difesa del suolo e tutela dell'ambiente più lo staff amministrativo. Visto che questi dipendenti costano circa 11,279 milioni e visto che dovendo ridurre il monte salari della Provincia alla metà, quindi a 8,355 milioni, ci sono 3 milioni circa di stipendi da cancellare dal nostro bilancio. Gli attuali 128 addetti a turismo, servizi sociali, cultura, formazione, mercato del lavoro, polizia provinciale, agricoltura, caccia e pesca saranno a carico della Regione con un monte stipendi di circa 5, 4 milioni di euro». Rispetto a quel 17% di personale da ridurre (a spanne circa una settantina) Bosone spiega che ci sono 58 possibili pensionamenti e che il sovrannumero verrà riassorbito in prima istanza dai Comuni e poi dai tribunali e dagli altri enti pubblici. Il consigliere Perangelo Fazzini(Pd) spiega che «è fondamentale il confronto sindacale con l'Osservatorio da poco istituito». Alessandro Ramponi (Fi) sottolinea che con la riforma «Renzi risparmia trasferendo i costi della Provincia al dipendente costretto a maggiori spese e a trasferimenti più lunghi» e invita Bosone «a ribellarsi e a scendere in piazza per dare speranze e certezze ai lavoratori di Piazza Italia». Marco Facchinotti (Lega) spiega che come sindaco farà tutto il possibile per dare una mano ai dipendenti in esubero. Riccardo Fiamberti (lista Bosone) si dice pienamente d'accordo con il documento di Cgil, Cisl e Uil che viene letto poco dopo da un sindacalista: «Abbiamo deciso un intervento unitario perchè siamo allineati nella difesa dei posti di lavoro, delle professionalità e dei servizi per i cittadini. Siamo impegnati in un confronto a livello nazionale, abbiamo fatto rettificare il bando del ministero di Giustizia e ora prevede la precedenza per i dipendenti provinciali. Chiediamo che il consiglio provinciale approvi un ordine del giorno a sostegno di iniziative per garantire la massima tutela occupazionale Abbiamo chiesto e ottenuto l'apertura di un osservatorio provinciale per governare al meglio gli eventuali processi di mobilità. Riteniamo che la buona volontà insieme alla regia dell'osservatorio provinciale consenta una adeguata eventuale ricollocazione del personale». (l.l)