"Barolo Boys", la sfida ai padri per conquistare nuovi mercati
STRADELLA Racconta di ragazzi ribelli e di un'insospettabile rivoluzione, di quelle che non si trovano nei libri di storia, ma nelle pieghe della memoria collettiva di un popolo e di un territorio. E' il film-docu "Barolo Boys. Storia di una rivoluzione" di Paolo Casalis e Tiziano Gaia (Italia, 2014, 64 minuti), che si potrà vedere domani alle 21 al Teatro Sociale di Stradella (ingresso libero), introdotto da una conversazione fra Paolo Casalis e Francesco Beghi, degustatore del Gambero Rosso. Tutto ha inizio nelle Langhe, Piemonte meridionale, è il 1983 ed Elio Altare, un giovane contadino stanco delle proprie misere condizioni di vita, demolisce con una motosega le vecchie botti per l'affinamento dei vini, nella cantina del padre. È la scintilla che appicca il fuoco rivoluzionario sulle colline del Barolo, dove una nuova generazione di piccoli produttori, partiti con scarsi mezzi e animati da un inedito spirito di squadra, andrà alla conquista dei mercati di tutto il mondo. "Barolo Boys" è il nome di battaglia con cui questo gruppo di "ribelli" - con Elio Altare ci sono, tra gli altri, anche Chiara Boschis, Giorgio Rivetti, Roberto Voerzio e Marco de Grazia - passerà alla storia e cambierà il mondo del vino, ma è anche il titolo del film-documentario che racconta una storia controversa e difficile, tracciandone la parabola, breve ma intenissima. Per anni, infatti, una feroce guerra ideologica ha visto i Barolo Boys contrapporsi alla generazione dei patriarchi, fieri oppositori delle novità introdotte dai figli ribelli della Langa, al punto che lo stesso Elio Altare, leader dei "modernisti", verrà diseredato dal padre. A distanza di quasi trent'anni, Paolo Casalis e Tiziano Gaia cercano di capire che cosa resta di quell'esperienza e, più in generale, se questa rivoluzione ha mai avuto successo. «L'idea di "Barolo Boys" nasce per raccontare l'epoepea di questo gruppo di giovani produttori che ha fatto molto parlare di sé tra gli anni '80 e 90 – dice Paolo Casalis - Una storia umana con un'ascesa velocissima, attriti personali e allontamenti. Quando Tiziano Gaia mi ha proposto il film ho subito accettato, per il potenziale di una grande storia che non andava cercata in un posto lontamo ma proprio dietro casa». La guest star è Joe Bastianich, voce narrante, che i due registi sono riusciti a raggiungere durante una vacanza in Trentino. «Ci piaceva l'idea di dare un tocco internazionale al film, anche perché l'espressione "Barolo Boys" è stata coniata dagli americani – conclude Casalis - Era un po' come chiudere un cerchio». (m.piz.)