All'ex Sernagiotto 21 licenziamenti
di Roberto Lodigiani wCASTEGGIO L'ex Sernagiotto vuole tagliare l'organico. Una cura dimagrante che significa la mobilità, anticamera del licenziamento, per ventuno dei cinquantotto dipendenti. L'azienda casteggiana di via Torino, ora controllata dalla multinazionale americana Evoqua Water Technologies, ha già aperto la procedura (che dura 75 giorni). Ma deve fare i conti con il secco no del sindacato, che propone, in alternativa alle liste di mobilità, il ricorso agli ammortizzatori sociali, dalla cassa integrazione straordinaria ai contratti di solidarietà. Oggi pomeriggio l'incontro con la proprietà (per i sindacati confederali ci saranno Nadia Zambellini, Fim-Cisl e Carlo Bossi, Fiom-Cgil, oltre ai delegati rsu), alla ricerca di un accordo che si preannuncia difficile, domani le assemblee dei lavoratori per riferire l'esito della trattativa. Presto, dunque, si saprà qualcosa di più sulla ristrutturazione aziendale e su un piano di tagli (legato, plausibilmente, alla crisi economica e alle difficoltà di mercato in uno scacchiere di portata internazionale) che ridurrebbe il personale quasi della metà, tenendo conto che dei 58 dipendenti, cinque sono dirigenti e tre avrebbero già presentato la lettera di dimissioni. Sembra che la mobilità riguardi praticamente tutti gli addetti alla produzione, il che autorizza ipotesi su una prossima cessazione dell'attività produttiva in via Torino, dove resterebbero solo la componente commerciale e quella amministrativa. L'aggettivo «storico», comunque, non è affatto abusato per l'ex Sernagiotto, che dalle mani dell'omonima famiglia è passata anni fa al colosso tedesco Siemens e da questi, nel gennaio 2014, a Evoqua, altro gigante industriale - a stelle e strisce - leader nella realizzazione di impianti per il trattamento di acque reflue e fanghi, con ramificazioni in Australia, Canada e Gran Bretagna, ma che in Italia ha una sola sede, proprio a Casteggio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA