Anziana morta, la perizia scagiona i medici
VOGHERA Il 15 ottobre del 2010 Cleonice Castagna, 84 anni, cade all'interno della sua abitazione di Bressana e si frattura il femore. Viene portata in ospedale a Voghera e sottoposta a un intervento chirurgico. Ma subentrano complicazioni e il 21 ottobre si spegne nel reparto di Ortopedia e Traumatologia. I due figli Gabriele e Fabrizio Torti non si rassegnano e decidono di sporgere denuncia in Procura nei confronti del primario e dei medici che parteciparono all'operazione. «Non agiamo per spirito di vendetta – avevano dichiarato i due fratelli – ma per ottenere giustizia. Siamo stati spinti a questo passo dalla mancanza di umanità che purtroppo abbiamo riscontrato». Il pubblico ministero Ilaria Perinu aveva avviato l'indagine e aveva nominato due consulenti che non avevano però ravvisato profili di colpa nei confronti degli indagati, assistiti dagli avvocati Orietta Stella e Giuseppe Di Maria. Tanto che lo stesso magistrato aveva chiesto l'archiviazione. Ma i due figli della donna hanno presentato opposizione tramite il loro avvocato Fabio Bruni. Il giudice Carlo Pasta, prima di emettere una sentenza, ha voluto disporre di un ulteriore parere e ha assegnato l'incarico a un perito. Ieri mattina si è svolto l'incidente probatorio: il medico legale aveva il compito di verificare se durante l'intervento ma anche nelle fasi precedenti e nella degenza post operatoria si sia verificata negligenza da parte dei medici indagati. E il nuovo perito è sostanzialmente giunto a conclusioni in linea con i consulenti del pm che aveva stabilito che la causa della morte di Cleonice Castagna fosse legata a più fattori di natura prevalentemente organica. E avevano messo in evidenza una correlazione tra l'età della donna, 84 anni, e l'esito infausto in caso frattura del femore. Sempre secondo i consulenti non sarebbe stato possibile dimostrare con certezza o almeno con elevata probabilità che un intervento eseguito con più tempestività o utilizzando altre tecniche avrebbe potuto modificare l'evoluzione clinica o anche evitare la morte. Il giudice ha recepito la nuova relazione e ritrasmesso gli atti al pm per la determinazione del caso. (m.g.p.)