Quelle bombe sganciate su Voghera
VOGHERA Narra dei 59 bombardamenti e mitragliamenti aerei vissuti dai vogheresi nei cinque anni della seconda guerra mondiale, il libro "Bombe su Voghera. Diario della seconda Guerra Mondiale" (Guardamagna editori in Varzi, pp. 225, euro 15), che l'autore Daniele Salerno presenterà alla libreria Ticinum di Voghera, sabato alle 17. Una ricostruzione minuziosa dei cinque anni tra il 1940 e il 1945 - vissuti sotto la costante, terribile minaccia degli attacchi aerei alleati, fino alla devastante incursione del 23 agosto del 1944 che fece novanta morti e quasi trecento feriti - resa possibile dal ritrovamento di materiale inedito di grande interesse: oltre alle foto che documentano gli effetti del raid, in un centro storico trasformato in un cumulo di macerie, alla realizzazione del libro hanno contribuito anche l'elenco completo delle vittime, i rapporti dei servizi segreti americani e le immagini scattate dall'alto dagli stessi equipaggi americani. Toccanti, poi, sono le testimonianze di alcuni sopravvissuti. Come quella della tredicenne Vanda Cipriani che nel 1944 vive in un palazzo tra piazza Battisti e via Cavallotti (allora via Crispi), vicino alla caserma dei pompieri dove lavora il papà Carlo, e a cui una bomba porta via la madre Virginia. O quella di Emilio Ferrari, classe 1935, sfollato col fratello Sandro a Oliva Gessi, che dalla collina vede un fumo denso e nero alzarsi da Voghera, dove è rimasto il resto della famiglia, i genitori e tre figli, e che riuscirà a riabbracciare solo mamma Rosa. E sebbene, a distanza di settant'anni, i fatti siano venuti fuori e le ipotesi siano tante, a non essere chiara ancora oggi è l'identità di chi sganciò materialmente quelle bombe che - per errore, per malfunzionamento o per un'azione voluta - rasero al suolo il centro di Voghera.