Truffa alle assicurazioni Si indaga su altri aborti
di Maria Fiore wPAVIA Danni sulle carrozzerie non giustificati dalla dinamica dei presunti incidenti. A far sorgere i primi dubbi tra i periti delle assicurazioni interessate è stato anche il coinvolgimento di persone che tra loro si conoscevano. Due donne, ad esempio, si trovavano su automobili diverse, al momento del presunto tamponamento. Eppure erano amiche. Una coincidenza che non ha convinto gli agenti delle assicurazioni. Che hanno avviato, quindi, un'inchiesta propria, parallela a quella della Polstrada di Stradella. Alla fine la procura di Pavia, attraverso il magistrato Roberto Valli, ha indagato dieci persone. Sono accusate di truffa per avere simulato incidenti mai avvenuti allo scopo di frodare le assicurazioni. Ma a rendere più inquietante l'indagine della procura è un altro dettaglio: le due donne, Cristiana Ion e Florica Daniela Ionita, entrambe di 35 anni, avrebbero abortito apposta, in maniera clandestina, per ottenere un indennizzo più alto. Le interruzioni di gravidanza, all'incirca al terzo mese, sono state accertate dai medici del San Matteo e dell'Ospedale di Codogno, pochi giorni dopo il presunto incidente. Nei capi di imputazione vengono contestati, alle due donne, due interruzioni di gravidanza in violazione della legge 194. Ma nelle carte delle indagini si trovano altri numeri. Una delle due indagate, infatti, ha un passato di diversi aborti. Alcuni collegati ad altri incidenti. Tanto che alla donna, Cristiana Ion, viene contestata anche la recidiva. In altre parole, secondo la procura di Pavia il meccanismo di truffa alle assicurazioni era stato già testato e consolidato: si metteva in scena l'incidente, poi gli indagati andavano in ospedale a farsi refertare inesistenti "colpi di frusta" e contusioni. Quindi, allegavano i certificati medici – aborti compresi – alle richieste di indennizzo alle assicurazioni. Gli investigatori, va detto, non hanno approfondito le modalità con cui gli aborti sarebbero avvenuti, ma la procura non ha dubbi: l'interruzione della gravidanza sarebbe stata volontaria, visto che non poteva essere provocata da un incidente mai avvenuto. Anche se gli indagati non sono riusciti ad avere i soldi dalle assicurazioni, visto che la truffa è stata scoperta prima, la procura di Pavia ritiene di avere elementi a sufficienza per chiedere il rinvio a giudizio. A rischiare il processo sono Ottorino Cassoni, 65 anni, residente in provincia di Cremona, Nadia Dumitru, 35 anni, di Miradolo Terme, e il marito Demis Balan, di 34 anni; Cristiana Ioan, 35 anni, abitante a Bertonico, in provincia di Lodi, Florica Daniela Ionita, 35 anni, di Morimondo, Daniela Turcan, 35 anni, di Castiglione D'Adda, in provincia di Lodi, Frumoasa Dumitru, 55 anni, di Morimondo, Robert Dumitru, 34 anni, di Morimondo, Georgeta Luminita Vacuta, 28 anni, di Zerbolò, e, infine, Erminio Lieti, 72 anni, di Trivolzio. I fatti, per come sono stati ricostruiti dalle indagini, avviate nel 2012, si sarebbero verificati tra Pavia, Miradolo Terme, Chignolo, Binasco e Codogno.