Condanne esemplari per i No Tav

di Andrea Scutellà wTORINO Quarantasette condanne e sei assoluzioni, per un totale di 145 anni di carcere inflitti. Le pene vanno da un minimo di 250 euro di multa a un massimo di 4 anni e 6 mesi di reclusione. È questa la sentenza che il giudice Quinto Bosio ha pronunciato nell'Aula bunker del carcere delle Vallette. Una stanza che in passato aveva ospitato processi a terroristi, mafiosi e 'ndranghetisti. E che oggi, invece, è stata teatro della condanna dei manifestanti che avevano partecipato agli scontri del 2011 in Val di Susa. La procura aveva chiesto 53 procedimenti per un totale di 190 anni di carcere, con pene oscillanti tra i 6 mesi e i 6 anni di carcere. Gli imputati sono stati accusati di violenza, lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento. Gli scontri. Due le date chiave del procedimento: il 27 giugno e il 3 luglio del 2011. Prima le forze dell'ordine avevano sgomberato, con gru e carri armati, la "libera repubblica della Maddalena": il campeggio che gli attivisti avevano allestito dove sarebbe dovuto sorgere il cantiere della Tav. Qualche giorno dopo avevano marciato fino alle reti del cantiere e avevano ingaggiato uno scontro di 8 ore contro polizia e carabinieri. Le reazioni. Dopo la sentenza, lungo la via che costeggia l'aula bunker, gli attivisti hanno bloccato il traffico intonando canti partigiani. Circa 200, invece, i valsusini che si sono radunati a Bussoleno per manifestare la loro solidarietà ai condannati. «È una sentenza che ristabilisce il primato della legalità e pure del buon senso», ha dichiarato il ministro Lupi, commentando il provvedimento. In disaccordo gli avvocati del movimento che hanno parlato di «condanne spropositate e provvigionali in totale assenza di prove». Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, ha commentato: «La lotta contro la Tav continua, ora condannate anche me». ©RIPRODUZIONE RISERVATA