Imprenditore ucciso, trovato il corpo

A dicembre, dopo la morte di Stefani Savasta, l'italiano condannato per l'omicidio insieme ai tre dominicani, Marthy Hernandez Rodriguez ha scritto una lettera dal carcere nella quale diceva di voler raccontare alcuni particolari sull'omicidio e l'ha inviata in procura Milano. In base alle dichiarazioni del detenuto, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire con ulteriori dettagli l'omicidio di Stefano Cerri. Il 10 dicembre 2008 Cerri era stato prelevato a forza mentre usciva dalla sua azienda al Gratosoglio, un quartiere periferico di Milano, e caricato su un furgone. Omar Calcano , sempre secondo la ricostruzione del complice, l'aveva colpito con due pugni in faccia (e non quindi con un badile, come era emerso dai processi) e l'aveva ucciso e sembra che la fossa in cui nascondere Cerri «era già stata scavata» nel bosco di Tromello, vicino all'abitazione di Calcano, prima che l'uomo venisse sequestrato. Secondo la versione di Rodriguez, inoltre, Wilton Valles Martinez, condannato a otto anni per concorso in omicidio «non c'entrava nulla» con l'uccisione. di Lorella Gualco wTROMELLO La soluzione di un giallo lungo sei anni era a Tromello, sotto un metro di terra. In una zona boschiva sulla strada per Garlasco è stato trovato uno scheletro, con nastro isolante sul capo e fascette a legare le caviglie. Il cadavere è di Stefano Cerri, imprenditore milanese scomparso a 48 anni, il 10 dicembre 2008, dalla sua azienda al quartiere Gratosoglio. Cerri era stato assassinato e per il suo omicidio sono stati confermati 4 ergastoli in appello. Il filo che lega la vicenda alla provincia di Pavia è la residenza di due dei quattro condannati. Sono cittadini della Repubblica Dominicana che all'epoca dei fatti abitavano in zona, uno a Vigevano e uno a Tromello. Gli agenti della Squadra mobile di Milano sono arrivati all'individuazione del corpo grazie alle dichiarazioni di Marthy Hernandez Rodriguez che nel dicembre scorso ha cominciato a collaborare con gli investigatori e con il pm di Milano, Alberto Nobili. Prima non aveva voluto farlo perché ha raccontato di essere terrorizzato da un altro dei quattro ergastolani, l'imprenditore Stefano Savasta, rivale in amore di Cerri. Savasta era stato trovato morto, probabilmente per un infarto, a bordo di un treno per Verona nel novembre dell'anno scorso. Si era allontanato alcune ore prima dalla sua casa a Sirmione (Brescia) in cui era agli arresti domiciliari. Sarebbe stato lui, secondo le dichiarazioni di Rodriguez, a commissionare il rapimento di Cerri, offrendogli 2mila euro. La passione per la stessa donna avrebbe indotto Savasta ad ordinare una spedizione punitiva contro Cerri e si sarebbe rivolto a tre cittadini dominicani. Rodriguez era entrato in azione con Omar Calcano Manzueto, che abitava a Tromello, e un terzo complice, ancora latitante. Rodriguez, secondo la sua versione, pensava che l'imprenditore dovesse solo subire una lezione, ma l'altro avrebbe calcato la mano, picchiando brutalmente Cerri che aveva sulla bocca del nastro adesivo. Così si erano accorti che era morto e avevano seppellito il corpo in un bosco a Tromello, il paese dove abitava uno dei due. Gli agenti della Squadra mobile di Milano e i colleghi della scientifica, con l'aiuto delle unità cinofile, avevano cominciato le ricerche prima di Natale. Il detenuto dominicano che stava collaborando con gli inquirenti era stato accompagnato a Tromello con un furgone della polizia penitenziarie ed era stata ispezionata la zona. Le ricerche erano state sospese, anche a causa della nevicata di fine dicembre che rendeva difficile le verifiche, senza contare che, dopo sei anni, Rodriguez non ricordava esattamente il luogo della sepoltura. I sopralluoghi sono ripresi e l'altro giorno, in una zona di campagna non distante dalla ex statale 596, è stato trovato il corpo. Altri resti sono stati recuperati ieri. Ora saranno eseguite altre analisi, ma non ci sono dubbi sul fatto che il corpo sia quello di Cerri.