«Nessuno ha incassato denaro»

PAVIA «Sono accuse gravi e tutte da provare. Da quanto mi risulta non c'è alcun riscontro né delle truffe e neppure c'è una prova che le donne avrebbero abortito apposta». L'avvocato Chiara Pedrazzi difende Demis Balan, Nadia Dumitru e anche Florica Daniela Ionita, una delle donne a cui la procura di Pavia contesta l'interruzione di gravidanza oltre i limiti previsti dalla legge. «I certificati medici dicono solo che c'è stato un aborto – prosegue l'avvocato Pedrazzi –. Un aborto che, fino a prova contraria, risulta provocato dall'incidente o anche solo dallo choc subito. Lo stesso discorso vale per gli altri indagati: dove sono gli elementi della procura per dire che fossero d'accordo e che gli incidenti sono finti? Anche in questi casi ci sono certificati medici che attestano i traumi riportati nell'incidente». Da quanto risulta, il magistrato non muove alcuna contestazione a medici o personale di strutture sanitarie. Questo significa che i traumi sulle persone coinvolte negli incidenti finiti nel mirino della polizia, furono davvero diagnosticati. Lo stesso discorso, peraltro, vale per gli aborti: sia la minaccia di aborto che l'avvenuta perdita del feto furono accertati dai medici degli ospedali (San Matteo e l'ospedale di Codogno) dove le due donne andarono qualche giorno dopo l'incidente. Non sembra dunque essere in discussione la veridicità delle lesioni e degli aborti, quanto la loro relazione con i sinistri. L'indagine, va detto, non ha accertato l'interrogativo più inquietante: se gli aborti non sono collegati agli incidenti, da chi e come furono provocati? I capi di imputazione rispondono solo alla prima domanda: l'ipotesi della procura è che le due donne si sarebbe provocate l'aborto da sole. Ma l'avvocato Pedrazzi mette in discussione la stessa ipotesi di truffa: «Nessuno ha preso soldi dalle assicurazioni, c'è solo una lettera con una richiesta di danni ancora da verificare». Nessun commento arriva dall'avvocato Isabella Marenghi di Milano, difensore di Erminio Lieti, e dall'avvocato Guido Torti di Pavia, che difende Cristiana Ion e Daniela Turcan, mentre l'avvocato Maria Luisa Crotti di Crema, difensore di Cassoni, si limita a dire che «i processi si fanno nei tribunali e non sui giornali. Non ci sono ancora state udienze – aggiunge – e quindi non c'è niente da commentare». (m. fio.)