«Abbiamo perso un grande amico»

SANNAZZARO Appassionato di moto, ha perso la vita in sella a una 250 da competizione a due passi da casa. Verrà eseguita l'autopsia sul corpo di Andrea Protti, 39 anni, vigile del fuoco della squadra di sicurezza alla raffineria Eni: è morto domenica nello scontro fra la moto che stava provando in via Gorana, dove viveva, e un'auto. Stava rimettendo in sesto la moto, per poterla poi rivendere, da quanto risulta in base a una prima ricostruzione dei fatti. Il mezzo, non targato, non avrebbe potuto circolare su strada anche solo per pochi metri, si poteva utilizzare solo su circuiti. A poca distanza dal garage che usava come officina nel tempo libero, il vigile del fuoco si è schiantato contro la Fiat 500 guidata da un 44enne romeno che vive nella stessa via: l'auto stava svoltando, in base ai primi accertamenti dei carabinieri, per entrare nel cortile di una palazzina. Auto e moto sono state sequestrate. Sul posto domenica è arrivata una pattuglia della stazione carabinieri di Casei Gerola: il corpo è stato portato all'obitorio dell'ospedale San Martino di Mede, dove dovrebbe essere eseguita l'autopsia disposta dalla procura di Pavia. «Una morte incredibile», commentano alcuni residenti di via Gorana dove è avvenuto lo scontro, e aggiungono: «Tutto è accaduto in fondo a una strada periferica dove le macchine di passaggio si contano sulle dita di una mano. È stato fatale che moto ed auto si siano trovate al posto sbagliato, nel momento sbagliato». Tra i primi a correre sul posto la compagna di Andrea Protti, Mara, e la mamma Iris che vivono in un villetta divisa in due appartamenti, uno per la famiglia e uno per la mamma. «Erano lì con noi – dicono altri vicini di casa, accorsi subito dopo in strada – hanno capito che non ci sarebbe stato più nulla da fare». Il bimbo di Andrea e Mara, che ha solo 4 anni, «la sera chiedeva di poter giocare in casa con il suo papà». Dopo aver lavorato come meccanico, Protti era entrato all'Eni nel 2003, prima come operatore sugli impianti produttivi, poi ha chiesto di far parte del servizio antincendio. Dopo i corsi di formazione, sei anni fa l'ingresso in turno come vigile del fuoco. Così lo ricorda Roberto Pittaluga del servizio sicurezza e suo compagno di lavoro: «Un ragazzo sempre disponibile e pieno di coraggio. Ho portato il cordoglio dei colleghi alla famiglia e ho trovato Mara e la mamma Iris disperate, inconsolabili. Anche tutti noi piangiamo Andrea». Una volta eseguita l'autopsia, potranno essere decise la data e il luogo dei funerali, che potrebbero essere celebrati domani. (a.m.- p.c.)