I più ricchi di Lomellina? I sannazzaresi

MORTARA Lomellini più ricchi nonostante la crisi, ma anche per i sindaci del territorio il dato totale sui depositi bancari in crescita non è legato ad una generalizzata condizione di vita migliore. Anzi, come sottolineato anche dalla Cgil, i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, mentre la media fa pensare a un miglioramento generale. Sul territorio lomellino la povertà è sempre più diffusa anche tra gli italiani. Basti pensare a Mortara, dove i depositi bancari medi dal 2009 al 2013 sono cresciuti di quasi 2500 euro in media a cittadino, benché sia stato registrato un aumento degli aiuti della Croce Rossa a famiglie italiane e dove la casa di riposo Cortellona dona cibo in più a famiglie mortaresi in difficoltà. «La ricchezza non è aumentata in città, anzi – sottolinea il sindaco Marco Facchinotti –. I risparmi crescono anche perchè, oltre a clienti nelle banche di Mortara da fuori, oggi chi ha solidità economica spende di meno rispetto a prima, visto il timore per un futuro sempre più incerto. Anche a Mortara il ceto medio si è ridotto drasticamente». Robbio, un tempo capitale industriale della Lomellina, è l'unico dei grandi centri dove dal 2009 al 2013 i soldi depositati nella banche sono diminuiti: in media quasi 1100 euro in meno a residente. «A Robbio hanno chiuso molte aziende e in molte famiglie da marito e moglie con un lavoro fisso si è passati, se va bene, ad avere solo il marito assunto – sottolinea il sindaco Roberto Francese –. Stiamo cercando di rilanciare Robbio favorendo i nuovi insediamenti artigianali-industriali nell'area Cablelettra, ormai deserta: gli interessi di cinque-sei piccole ditte ci sono, stanno aspettando che i prezzi d'asta calino». Se Robbio nel 2009 era il centro con i depositi bancari più alti, nell'ultimo lustro la palma è passata a Sannazzaro, con una media di 16.781 euro per cittadino: «Il fatto di avere un impianto produttivo di dimensioni consistenti come la raffineria Eni permette a chi vive a Sannazzaro di poter lavorare e risparmiare – sottolinea il sindaco Giovanni Maggi – Dal punto di vista occupazionale siamo avvantaggiati». Le banche con meno depositi pro capite secondo i dati della Banca d'Italia sono quelle della cintura di Vigevano: Cassolnovo e Gambolò, che di fatto sono unite alla città ducale. Pur avendo redditi medi simili a Vigevano (19.791 euro ad abitante Cassolnovo e 19.601 Gambolò contro i 20.484 di Vigevano) i depositi sono inferiori: «Molti, vista la vicinanza con Vigevano, si rivolgono alle tante filiali vigevanesi – spiega il sindaco di Cassolnovo Alessandro Volpati – Inoltre il fatto che centri come Cassolnovo hanno un mercato immobiliare più a buon mercato favorisce l'insediamento di lavoratori con redditi medio-bassi». Sandro Barberis