Zanzare, si studia super repellente

PAVIA Come sarebbe Pavia,da luglio a ottobre, senza zanzare che pungono anche durante il giorno, incuranti dei repellenti e delle trappole? Il team di ricerca guidato da Anna Malacrida, professore di Entomologia all'università di Pavia e Giuliano Gasperi, docente di Zoologia, è impegnato in una lotta all'ultimo sangue contro la zanzara tigre, alla ricerca di un super repellente e di un meccanismo che faccia in modo che a questo fastidioso insetto gli uomini piacciano un po' meno. Anche per evitare epidemie. La loro ricerca è tra quelle che si possono finanziare dal basso, col crowdfunding promosso dall'ateneo pavese con il portale Universitiamo.eu: si può contribuire con un'offerta minima di 5 euro. «La zanzara tigre asiatica è diffusissima ormai – spiega la professoressa – punge di giorno, è aggresisva, e veicola numerosi arbovirus come la febbre del Nilo, di cui l'anno scorso in provincia abbiamo registrato per la prima volta 10 casi, ma anche Dengue e Chikungunya, patologie invalidanti o mortali per l'uomo e gli animali endemiche in diversi Paesi e trasmesse dalle zanzare se mordono soggetti malati. Basta pochissimo per un'epidemia: per quella di Chikungunya in provincia di Ravenna, 200 casi, alcuni mortali, è bastato un malato, arrivato a Malpensa, che ha trascorso mezza giornata a Ravenna. Immaginiamo cosa potrebbe succedere con Expo e gli enormi flussi di visitatori: un uomo, in un'ora, può essere punto fino a cento volte». Non ci sono vaccini o farmaci, la prevenzione si basa sul controllo delle popolazioni di zanzare attraverso l'uso di insetticidi chimici. «Ma la loro efficacia è in calo – spiega Malacrida – Noi studiamo strategie di controllo più efficienti». Per contribuire si può donare fino a metà marzo, con 14.705 euro l'obiettivo al momento è raggiunto solo a metà: «Serve uno sforzo – spiega Malacrida – Io sto cercando di spiegare a industriali, associazioni agricole, ma anche a locali, bar e ristoranti, che aiutarci ad andare avanti con la ricerca, a pagare i giovani che lavorano sui metodi che interferiscono con la capacità della zanzara di riconoscere gli odori dell'uomo o i nuovi bioinsetticidi, avrebbe delle ricadute per tutti». @anna_ghezzi ©RIPRODUZIONE RISERVATA