Il presidente Grasso ad Auschwitz
ROMA Saranno le parole di Halina Birenbaum (85 anni, nata a Varsavia), di Kazimierz Albin (93 anni, nato a Cracovia) e di Roman Kent (86 anni, nato a Lodz) a ricordare al mondo gli orrori del nazifascismo. Oggi si celebrerà in un modo molto particolare nel campo di Auschwitz la Giornata della Memoria. Alla presenza silenziosa di ben 38 capi di Stato - per l'Italia sarà presente il presidente supplente Pietro Grasso - si celebrano i 70 anni della liberazione del campo da parte delle truppe sovietiche. La cerimonia alle 15,30 davanti alla Porta della morte di Birkenau, mentre alle 17 si renderà omaggio alle vittime davanti al Memoriale. Si stima che ad Auschwitz-Birkenau siano state uccise oltre un milione di persone, per la maggior parte passate per le camere a gas e poi bruciate nei forni crematori. Il 90 per cento erano ebrei. Gli organizzatori hanno scelto di dare il palcoscenico dell'evento alla presenza di circa 300 sopravvissuti: "le voci di Auschwitz" appunto. Saranno gli unici a parlare mentre i leader del mondo, presenti, rimarranno in silenzio, eccetto il padrone di casa, il presidente polacco Bronislaw Komorowski. La paura è che l'oblio sia lo spettro che si aggira in un'Europa dove sono chiari i rigurgiti di antisemitismo. Il premier Matteo Renzi: «I testimoni diretti ormai sono pochi e il pericolo vero è che, scomparso questo baluardo di memoria, su quanto avvenuto cada il velo dell'oblio». Così la cancelliera tedesca Angela Merkel: «Quel che è accaduto ci riempie di grande vergogna. Sono stati i tedeschi ad essersi resi colpevoli di tanto dolore». Il 27 gennaio 1945, i soldati dell'Armata Rossa entrarono nel campo liberando 7mila prigionieri ridotti ormai a scheletri. Tra coloro che finirono nelle camere a gas non c'erano solo ebrei, ma anche oppositori politici, rom, omosessuali e disabili.