Bancarotta ed evasione fiscale Oltre 500 episodi in un anno

PAVIA In un contesto ancora caratterizzato dalla crisi, i reati a sfondo economico rivestono un ruolo importante nelle cifre fornite dalla procura della Repubblica. In primo luogo compaiono i reati in materia tributaria. Tra il luglio 2013 e il giugno 2014 sono state avviate 480 indagini, delle quali 478 nei confronti di persone note e due nei confronti di ignoti. Tra le principali contestazioni, le dichiarazioni dei redditi omesse o infedeli, l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, l'omesso versamento dell'Iva o - ed è un reato sempre più frequente - l'omesso versamento dei contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti. Su questo fronte, la quasi totalità delle indagini sono state svolte dalla guardia di finanza. Nei primi sei mesi del 2014, ad esempio, le fiamme gialle hanno scoperto ventotto evasori fiscali, dei quali venti erano evasori totali, cioè persone "invisibili" per il fisco. Questo ha consentito di accertare che erano stati sottratti all'erario 5 milioni di euro. In tema di reati tributari, poi, va sottolineata la sempre più stretta collaborazione tra guardia di finanza ed amministrazione comunale, soprattutto nella verifica di chi abbia effettivamente diritto a prestazioni gratuite da parte di palazzo Mezzabarba. L'altro fronte sul quale si è articolata la lotta ai reati di natura economico finanziaria è quella legata al fallimento delle aziende. Con l'accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale, quindi, sono state iscritte nel registro degli indagati 60 persone nel volgere di un anno. Persone che, generalmente, sono accusate di avere "pilotato" il fallimento della società, magari sottraendo con vendite fittizie beni che, invece, avrebbero dovuto essere messi a disposizione dei creditori. Un dato legato, inevitabilmente, a quello dei fallimenti che, nel corso del solo 2014, hanno visto 297 istanze presentate al tribunale. Clamoroso, sotto questo profilo, l'arresto ad aprile 2014 di Giuseppe Pino Ruggieri, imprenditore di Lacchiarella fermato su richiesta del magistrato pavese Giulia Pezzino con l' accusa di bancarotta fraudolenta per avere creato un buco di 74 milioni di euro nelle casse della società Italcantieri attraverso false fatturazioni. Fuori dalle statistiche, ma comunque significativa, la sentenza che lo scorso 5 dicembre ha concluso l'intricatissima vicenda Pro.Car, società vogherese di vendita di automobili il cui amministratore era accusato, tra l'altro, di bancarotta fraudolenta per avere svuotato le casse della società di oltre un milione di euro. All'amministratore unico sono stati inflitti otto anni.(f.m.)