IL BENE DI OGGI E LA MEMORIA DEL MALE DI IERI
di GIORGIO BOATTI È una mattinata in cui la primavera, forse richiamata dal profumo del cespuglio di calicanto che sta oltre la roggia, si è infilata dentro la bruma di gennaio. Nello slargo che porta al fiume è arrivato il pulmino di una comunità che accoglie giovani con gravi handicap mentali. Una mezza dozzina di ragazzi si avvia verso i grandi tigli che segnano la biforcazione delle due piste che portano verso il Ticino. CONTINUA A PAGINA 8