Susanna in ospedale per il braccio nuovo «Voglia di normalità»
BELGIOIOSO Susanna Frizzarin parte per l'ospedale di Budrio domani. Sorride all'idea di questo viaggio che per lei rappresenta la speranza verso un futuro di normalità. «Sono contenta – dice la studentessa di 18 anni, rimasta gravemente ferita nell'incidente ferroviario che le ha provocato l'amputazione del braccio destro –. Ho voglia di riprendere la mia vita e tornare alla normalità». La gamba continua a darle qualche problema, lunghi tragitti non ne può fare, ma quando tornerà a casa (probabilmente tra 5 settimane) pensa già a tornare all'istituto tecnico agrario Itas Tosi di Codogno. Volano i pensieri di Susanna. E sono carichi di ottimismo. Soprattutto adesso, dopo aver effettuato una prima visita nella cittadina della provincia di Bologna e aver visto il materiale con cui sarà realizzata la protesi. «Sono meno preoccupata», ammette. Il preventivo è stato inviato al comitato che si occupa della raccolta fondi, costituito da Comune, parrocchia e da alcuni privati. La cifra supera i 40mila euro ipotizzati inizialmente, solo il gomito artificiale costerà circa 38mila. Dall'Asl arriveranno 12mila euro. Grazie invece alla generosità dei belgioiosini e non, sono già stati raccolti quasi 30mila euro. «Siamo a buon punto», dicono fiduciosi dal Comitato. Don Tino Baini parla di «uno sforzo importante da parte di tante persone», mentre il sindaco Francesca Rogato fa sapere che «Comune, oratorio, Pro loco e altre associazioni continuano ad organizzare iniziative per rimpinguare il fondo». «La gente dimostra una grande solidarietà – dice Gianluca Bozzini, cointestatario del conto correntecon don Tino e l'assessore Rina Colla –. Andremo avanti, sperando di raggiungere la cifra necessaria». Ringraziano i genitori di Susanna, Marco Frizzarin e Cristina Ragni e pensano al viaggio. «Un altro importante traguardo – dice la mamma –. Un passo in avanti verso una vita nuova. I momenti di sconforto ci sono stati, ma li abbiamo superati aiutandoci l'un l'altro e ricordandoci ogni giorno che l'importante è che Susanna sia qui con noi. Ma è stato il grande coraggio di nostra figlia a contagiarci e farci superare i momenti bui». «Un esempio per tutti noi», dice papà Marco. Riccardo, il fratellino di 12 anni, le sta accanto, l'aiuta. «E hanno anche ripreso a litigare – sorride la mamma – come prima». Stefania Prato