Pavia, un caso di stalking ogni due giorni

di Fabrizio Merli w PAVIA Un episodio di stalking ogni due giorni. È questo il quadro che emerge dai dati elaborati dalla procura della Repubblica di Pavia in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. L'arco di tempo preso in considerazione è stato quello che va dal primo luglio 2013 al 30 giugno 2014. In questo periodo, dunque, le iscrizioni nel registro degli indagati per il reato di stalking sono state 149. Di queste, 135 a carico di persone note e altre 14 a carico di ignoti. Inutile precisare che la stragrande maggioranza delle vittime sono donne. E il genere femminile, stando alle statistiche di palazzo di giustizia, non se la passa bene. I reati di violenza sessuale, nello stesso periodo, sono stati 76, di cui 62 riconducibili a persone note e 14 a ignoti. Numeri dai quali vanno depennati gli episodi di pedofilia (12) e, quindi, messi in atto nella gran parte dei casi contro donne. Nè va meglio se si considerano gli omicidi, con sei vittime femminili su tredici episodi consumati e 3 vittime per i sette tentativi di omicidio. Ma la statistica della procura, che riguarda un territorio più ampio di quello provinciale, includendo anche alcuni centri del milanese, riporta altri dati poco incoraggianti. È il caso dei delitti contro la pubblica amministrazione, che nel volgere di un anno sono stati 481 (420 attribuiti a persone identificate, 61 a carico di ignoti). All'interno di questa "macrocategoria" vengono individuati alcuni casi specifici. Ad esempio, le iscrizioni per corruzione sono state 5, quelle per concussione 9, quelle per malversazione a carico dello Stato o indebita percezione di contributi, 52 e quelle per il reato di peculato, commesso dal pubblico ufficiale che si impossessi di denaro che maneggia in virtù della propria carica, ben 62. Sempre restando nel contesto dei grandi numeri, il dato relativo ai furti è decisamente elevato: 4.562 in un anno, con 981 per i quali è stato identificato il presunto autore e ben 3.581 per i quali il fascicolo è aperto a carico di ignoti. Una cifra che - vale la pena ripeterlo - riguarda un territorio più ampio di quello provinciale. Altro dato preoccupante è quello che riguarda le lesioni colpose per violazioni alle norme di circolazione stradale; in parole più semplici, chi ha riportato per causa di altri ferite in incidenti stradali. In questo caso, le iscrizioni nel registro degli indagati sono state 1.734, mentre sono stati 97 i casi di omicidio colposo per violazione del codice della strada contestati nell'arco di un anno ad altrettanti cittadini (50 a carico di noti e 47 a carico di ignoti). Ma l'inaugurazione dell'anno giudiziario non è solo il momento dei numeri e delle statistiche, è anche l'occasione per ragionare sullo stato di salute del sistema - giustizia. Ieri, il presidente della Corte di Appello di Milano, Giovanni Canzio, nella sua relazione ha parlato di «progressiva e insopportabile riduzione di organico cui assistiamo da anni con stupore, senza che ad essa si riesca a porre riparo». Un male che affligge soprattutto i ruoli amministrativi e che non risparmia nessuno. Lucio Nardi, presidente del tribunale di Pavia, sintetizza: «Qua abbiamo il quaranta per cento in meno del personale che risulta dalla pianta organica, tra funzionari, assistenti, personale di cancelleria. Ora c'è questo sblocco della mobilità che dovrebbe darci un po' di ossigeno, anche se si tratta di capire quanti pubblici dipendenti vogliano venire a lavorare in una sede in cui i carichi di lavoro sono decisamente elevati».