Grecia, Tsipras vede la vittoria

di Gabriella Cerami wROMA Per molti economisti il futuro dell'Europa si gioca ad Atene. Le elezioni di oggi saranno una specie di referendum tra le politiche di rigore e chi dice "no" all'austerità, tra i vincoli dell'Ue e la flessibilità. Insomma, tra la Nea Demokratia (Nd) di Antonis Samaras, primo ministro uscente, e Syriza, la sinistra radicale di Alexis Tsipras, che nel corso del tempo si è allargata inglobando diversi ex dirigenti socialisti del Pasok. L'Europa è col fiato sospeso. L'attesa per il voto è tale che i giornalisti accreditati sono 876, di cui 497 provenienti da 45 Paesi diversi. Il grande cambiamento, che questa giornata potrebbe rappresentare, si sente nell'aria, soprattutto dopo il guanto di sfida lanciato da Tsipras alla Germania e alla Troika: «Merkel è solo uno dei tanti capi di governo. Non rispetto gli accordi sull'austerità presi dai miei predecessori». Samaras, dal canto suo, accusa lo sfidante di essere «a capo della lobby della dracma». Sono stati questi i toni di una campagna elettorale veloce, iniziata il 29 dicembre dopo che il Parlamento, in fase di stallo, non è riuscito a scegliere, alla terza e ultima votazione, il presidente della Repubblica. Alle urne, per le elezioni anticipate, sono chiamate 9,8 milioni di persone. Ad andare al voto è un Paese stanco, in crisi da tanti anni, allo stremo delle forze e stretto tra corruzione, disoccupazione e il gigantesco debito pubblico di Atene. Samaras, che ha fatto la sua campagna elettorale soprattutto in video e sul web, e poco nelle piazze, sembra quasi in affanno mentre Tsipras è dato per vincente in tutti i sondaggi. Almeno il 35% dei quasi 10 milioni di elettori voteranno prima di tutto contro l'austerità, per dire all'Unione europea che bisogna trovare un'altra via perché non si può andare avanti con salari minimi fermi da anni a 450 euro lordi al mese, pensioni congelate, con il 25% di disoccupazione e un 30% della popolazione sotto il livello di povertà. È così che Syriza ha la possibilità di raggiungere la maggioranza assoluta ed è quello a cui punta Tsipras, che vuole avere la forza in Ue di rinegoziare il debito pubblico, dunque gli accordi con il Fondo monetario internazionale e con la Banca centrale europea. «Non voglio un confronto duro con la Merkel - ha detto ieri Tsipras - ma una trattativa politica all'interno dell'Unione sulla flessibilità. E sono certo che molti leader la pensano come me». Una battaglia su cui ha puntato anche Renzi? «Non lo conosco personalmente, ma presto lo incontrerò. I nostri staff sono in contatto. Penso che siamo sulla stessa sintonia sull'Europa a cui dobbiamo far cambiare verso». Tutto questo, fianco a fianco con la sinistra spagnola di Podemos, come giovedì scorso quando il giovane 40enne della sinistra greca ha chiuso la campagna elettorale con accanto, sul palco, Pablo Iglesias, sulle note di "Bella ciao". Ma se non dovesse raggiungere la maggioranza assoluta a soccorrere Tsipras potrebbe arrivare Stavros Theodorakis, il giornalista che nel 2014 ha lanciato il nuovo partito di centrosinistra "To Potami", che alle ultime elezioni europee ha ottenuto il 6% e che ora si attesa al 5,8%. Ma un altro partner possibile potrebbe essere il partito dei greci indipendenti, che ha una percentuale che ruota attorno al 3,4, a un pelo dalla soglia di sbarramento fissata al 3%, così come i Socialisti democratici (Kidiso). Comunque sia gli ultimi sondaggi danno Syriza in una forbice tra il 32,5 e il 36%. Per governare da sola e ottenere la maggioranza assoluta dei seggi (151 su 300) dovrà ottenere fra il 35 e il 39% dei consensi. Ciò che è certo è che, stando ai sondaggi, ci sono 6 punti percentuali che separano la sinistra radicale dal centrodestra della Nea Demokratia, che si ferma al 26,5%. Il terzo posto se lo contendono il centrosinistra, To Potami, e l'estrema destra, Alba Dorata, i cui leader sono in carcere dal settembre 2013 con l'accusa di aver creato un'organizzazione criminale. Alle politiche del 2012 Alba Dorata raccolse quasi il 7% dei voti, oggi i sondaggi la danno al 5. Anche il Partito comunista è al 5%, il Pasok al 4,4%. Intanto la piazza Klafthmonos, nel centro di Atene, dove c'è un'enorme immagine di Tsipras con il pugno alzato, si scalda per la festa. È qui che questa sera, dalle 19 in poi (le 18 in Italia), ora di chiusura dei seggi, si aspetteranno i risultati che, per i greci, potrebbero essere un nuovo inizio. E non importano i rischi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA