«I nuovi orari? Alla fine ci siamo abituati ai disagi»

VOGHERA In principio è stata guerra aperta, raccolta di firme e discesa in piazza ma a metà anno scolastico la rassegnazione al nuovo orario delle scuole superiori sembrerebbe aver vinto ogni resistenza. Una volta risolti i problemi con gli orari dei pullman, infatti, tanti studenti hanno imparato a programmarsi meglio lo studio e ad abituarsi al tour de force settimanale in cambio dei due giorni di riposo nel weekend. «Qui al liceo dopo un primo momento di dissenso- hanno spiegato i rappresentanti d'istituto del Galilei Alberto Turini (5BS), Matteo Illuminati (3 CS), Benedetta Versiglia (2AC) e Lorena Corlade (5 BS)- siamo bene o male riusciti tutti ad abituarci ai nuovi orari, anche i ragazzi che vengono più da lontano. Semplicemente, infatti, sia per noi che per gli insegnanti si è trattato di capire come organizzare lo studio adesso che il tempo a disposizione è distribuito in maniera diversa: le verifiche ci vengono annunciate con maggiore anticipo e la preparazione si concentra nel fine settimana, quando tutto sommato fa piacere dormire qualche ora in più». Dello stesso avviso anche la maggior parte degli studenti degli istituti tecnici: «Per quanto sia pesante stare a scuola fino alle due- ha raccontato A. S., studente della 3A turistico al Baratta- è comodo stare a casa il sabato, ti dà la possibilità di fare più cose e di riposarti davvero. Avendo sistemato gli orari dei pullman, poi, arrivare a casa a Godiasco non è più un problema». Anche se per lo più i pullman funzionano, però, c'è chi ha comunque deciso di organizzarsi in altra maniera: «Io e altre mie amiche- ha raccontato C. R., della 3 A geometra- veniamo da Castelnuovo Scrivia e quando uscivamo all'una con i mezzi non riuscivamo mai ad essere a casa prima delle due e mezza: per evitare di fare più tardi adesso ci siamo organizzate con le auto». Permangono i disagi solo per chi, come F. G., arriva da più lontano: «Io abito a Isola Sant'Antonio- ha raccontato- e non sono mai a casa prima delle quattro. faccio quello che posso ma tenere il passo non è facile». (s.sim.)