Merkel: «Col jobs act l'Italia creerà lavoro»

di Fiammetta Cupellaro wINVIATA A FIRENZE L'abbraccio sotto la statua del David di Michelangelo con la cancelliera tedesca Angela Merkel era l'immagine che Matteo Renzi sperava di poter lanciare all'Europa. La foto-simbolo di quel made in Italy che non è riuscito ad incassare dal semestre europeo, appena concluso. E l'abbraccio tra capi di governo è arrivato. Alla fine dell'incontro italo-tedesco voluto dal premier nella "sua" Firenze, Merkel e Renzi si sono salutati davanti a una folla di telecamere nel modo più caloroso possibile, per far capire al mondo che tra i due leader c'è piena sintonia. Ha puntato molto il premier italiano sulla bellezza del luogo, per accogliere la cancelliera impegnata in un tour, in vista della presidenza tedesca al Parlamento europeo. «Il David di Michelangelo rappresenta quello che può essere oggi l'Europa nel mondo, non solo per il valore simbolico di Davide contro Golia, ma per la bellezza che è parte della sfida che abbiamo di fronte – ha spiegato Renzi – l'Europa ha un grande elemento di forza: la capacità di dare ispirazioni e ideali. Ce ne siamo resi conto con la grande marcia di Parigi. È l'unica strada per affrontare coloro che vogliono distruggere i nostri valori». E la "due giorni" italo-tedesca ha voluto riassumere alcuni di questi valori europei: l'arte e la bellezza. Così, la scelta della cena nella Sala dei Gigli a Palazzo Vecchio, il tour notturno agli Uffizi e la conferenza stampa congiunta nelle Gallerie dell'Accademia. Uno dei musei più visitati al mondo, che racchiude capolavori del Rinascimento e che per la prima volta ha ospitato un vertice di capi di Stato. «Michelangelo fece il suo capolavoro togliendo il marmo in eccesso. Così l'Italia deve togliere ciò che blocca le riforme e mettere il turbo». Così Renzi ha difeso l'opera del governo italiano di fronte alla cancelliera che gli ha risposto, dandogli la migliore delle notizie. «Gli imprenditori tedeschi mi hanno detto che non hanno più paura di assumere in Italia dopo il jobs act» facendo riferimento ad un colloquio avuto con un gruppo di industriali tedeschi che investono in Toscana. L'unità politica dell'Europa, le elezioni in Grecia, i rapporti tra la Russia e l'Ucraina. Sono stati tanti i temi toccati dai due leader, ma ce n'era uno che si è imposto fin dall'inizio dei colloqui: il piano di investimento ufficializzato dalla Banca Centrale Europea solo il giorno prima, di immettere sul mercato 1.140 miliardi di euro di liquidità. Il rischio, paventato dai falchi fedeli al rigore stile Bundesbank, è che alcuni paesi dell'Eurozona potrebbero tirare il fiato e rinviare le riforme. Renzi ha tenuto a precisare alla Merkel che l'Italia non è tra questi e che rispetterà gli impegni presi con Bruxelles. «Per cambiare l'Europa non basta una singola decisione per quanto importante sia». E la cancelliera guardandolo direttamente: «Nessuna Banca centrale del mondo può sostituirsi alla politica che deve assumersi le proprie responsabilità. Mi tranquillizza quello che viene fatto in Italia, soprattutto per quanto riguarda l'occupazione», ha risposto Angela Merkel che ha poi raccontato pubblicamente: «Renzi mi tiene costantemente informata sul suo piano di riforme che è molto ambizioso, ma sono convinta che darà sicurezza alla gente, speranza ai giovani e creerà lavoro». Più di così la cancelliera non poteva concedere al premier italiano che salutandola, l'ha invitata a tornare per un altro incontro bilaterale. Angela Merkel parte per Berlino, il premier torna a Roma. I blindati carichi di 500 addetti alla sicurezza escono dai vicoli intorno piazza della Signoria, i cecchini lasciano le loro postazioni sui tetti. Firenze torna libera. ©RIPRODUZIONE RISERVATA