Michele Mirabella e l'"elisir" che regala una vita sana
di Sara Ficocelli Pugliese doc, nato a Bitonto (provincia di Bari) 72 anni fa, Michele Mirabella è quel che si dice un "mostro sacro" della cultura popolare italiana, un'istituzione da molti conosciuta grazie alla trasmissione "Elisir", in onda sulla terza rete Rai, con alle spalle un passato da regista, attore e professore universitario. A giudicare dalla quantità esorbitante di esperienze fatte nel mondo dello spettacolo, dal cinema al teatro alla tv alla radio, il vero "elisir" di lunga vita il commendatore ordine al merito della Repubblica italiana lo ha trovato davvero. E la dimostrazione è arrivata a Roccafluvione (in provincia di Ascoli Piceno), in occasione del festival "Truffle & Co." dedicato al tartufo nero pregiato delle Marche, durante il quale Mirabella, tra la presentazione di uno "show-cooking" (la spettacolarizzazione nella preparazione di un pranzo) e un piatto di linguine, si è lasciato volentieri intervistare, rivelando alcuni dei suoi segreti di "lunga vita". La mia vita tranquilla «Soffro da sempre di una sorta di "moderazione congenita" – ha esordito scherzando – non strafaccio mai, non ho praticamente vizi, tranne una passione smodata per la pasta. A tavola mi concedo un bicchiere di vino, e non esagero mai con i condimenti. Un buon piatto di pastasciutta non ha bisogno di altro che di una buona cottura al dente e di una generosa spolverata di Parmigiano Reggioano». Il segreto, dunque, secondo Mirabella, sta nella semplicità, ma anche nell'autocontrollo. «Io sono un barese atipico, non amo le orecchiette fresche (a meno che non siano fatte in casa), e preferisco la pasta secca, perché rimane più croccante. Insomma, quando mi siedo a tavola so esattamente quello che voglio. E faccio molta attenzione a ciò che mangio, alla quantità così come alla qualità». La precisione nelle ricette A proposito di orecchiette e qualità, la precisione della ricetta è un altro punto sul quale il professore non transige: «Bisogna fare un buon soffritto con l'acciuga e cuocere la pasta nell'acqua delle cime di rapa. La dieta mediterranea ha poche regole, ma bisogna rispettarle». Già, la dieta mediterranea. Un altro "elisir di lunga vita" che scienziati di tutto il mondo considerano il più salutare che esista. «Ma anche questo regime alimentare ha qualche difettuccio – precisa Mirabella – ad esempio, spesso si eccede con i latticini. Intendiamoci: si tratta di un alimento delizioso, ma non si può certo consumare ogni giorno. Una burrata fatta a regola d'arte si può comprare e mangiare una volta a settimana. Anche perché, con quello che costa…». La deriva alimentare Molto attento ai cambiamenti della società, Mirabella guarda con occhio critico alla deriva alimentare dell'Italia, sempre meno attenta alla qualità della cucina e sempre più attratta da fast food e cibo precotto. «Un orrore, una cosa terribile. E le conseguenze sono gravissime: basti pensare all'obesità infantile, sempre più frequente. I genitori non hanno tempo di cucinare per i figli e spesso se la cavano con merendine strapiene di conservanti, che per quanto mi riguarda, sono veleno. Alla mia età mangiavo pane e pomodoro ed era buonissimo. E ai bambini della mia famiglia, quando posso, preparo questo piatto. Ne vanno matti. Non capisco questo ricorso compulsivo ai cibi confezionati, che tra l'altro costano molto di più». L'infanzia, base di tutto La moderazione, dunque, secondo Mirabella è qualcosa che si apprende fin dall'infanzia, uno stile di vita vero e proprio che permette di condurre una dieta equilibrata lungo tutto l'arco dell'esistenza, senza fare il minimo sforzo. La forma fisica di quest'uomo, la sua eleganza, intelligenza e simpatia testimoniano quanto questa ricetta sia vincente. E quando ci si ammala? Farmaci o fitoterapia? «Ma che domande, signorina… quando ci si ammala si va dal dottore. Niente cure fai-da-te, per nessun motivo. A ognuno il suo mestiere: lasciamo che i medici di fiducia ci consiglino il modo migliore per guarire». Anche in questo caso, la soluzione è più semplice del previsto. Forse, in estrema sintesi, per campare cent'anni, l'ingrediente segreto è uno solo: il buon senso. @sara__ficocelli ©RIPRODUZIONE RISERVATA