Una ricerca partita nel 1921 sopravvissuta al suo ideatore

di Cinzia Lucchelli Lavora meno, prendi le cose con calma, sposati, perdi peso, mangia una mela al giorno. Tutti falsi miti su come vivere a lungo. Non c'è nulla di così semplice e categorico, non esistono ricette universali. Sbaglia persino Woody Allen quando dice «se vuoi vivere come un centenario rinuncia a tutte le cose che ti fanno voler vivere fino a cent'anni». A fare piazza pulita di una serie di luoghi comuni è una ricerca, questa sì, durata tantissimo, la più completa sulla longevità. Tutto è cominciato nel 1921 quando Lewis Terman, psicologo dell'Università di Stanford, ha avviato uno studio basato sull'osservazione di 1.500 bambini americani di circa dieci anni. Sono stati seguiti per 80 anni, in modo meticoloso, dalla nascita fino alla morte. La ricerca è sopravvissuta a Terman, morto nel 1956, e presa in mano da Howard Friedman e Leslie Martin, che hanno cercato di analizzare la grande quantità di dati raccolti per capire cosa porta alcune persone a stare bene e altre ad ammalarsi e a morire prima del tempo. Nel tentativo di rispondere a tante domande: la longevità si lega all'essere sposati? Dipende in qualche misura dall'abitudine a fare sport tutti i giorni? E dall'essere religiosi? Percorrendo le strade di 1.500 persone per tanti anni Friedman e Martin hanno scoperto che molte raccomandazioni di salute comuni come quella di non stressarsi lavorando, si sono dimostrate non del tutto corrette quando non sbagliate. Tra le persone osservate, scrivono in "The longevity project", «sorprendentemente, chi ha vissuto più a lungo, non ha trovato il segreto della salute nei broccoli, in test medici, vitamine, jogging. Invece erano individui con certe costellazioni di abitudini e modelli di vita. Personalità, carriere e vita sociale si sono rivelati molto importanti per la loro salute a lungo termine». Per i ricercatori, non conta tanto quello che amici e famiglia fanno per te ma il contrario: quello che tu fai per loro. Lo stress, entro certi limiti, non è nemico della salute: chi è motivato, si impegna seriamente, si realizza, ha chances di vivere più a lungo. Fare sport è importante, ma non conta tanto l'intensità quanto il piacere di farlo. Meglio una nuotata, una passeggiata breve, un giro in bici. Troppo ottimismo poi non è detto arrechi vantaggi in termini di longevità: aspettarsi sempre il meglio rende meno pronti ad affrontare i momenti duri della vita. Gli uomini felicemente sposati vivono più a lungo. Le donne invece riescono ad avere una vita sociale soddisfacente anche senza una relazione stabile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA