«La Versa va messa in liquidazione»
di Donatella Zorzetto wSANTA MARIA DELLA VERSA Il collegio sindacale della Cantina La Versa, forte dell'appoggio di una parte dei soci, trascina i vertici dell'azienda davanti al Tribunale delle Imprese di Milano (sezione specializzata in materia di impresa istituita nei tribunali). Sostiene come «sia di tutta evidenza che ci si trovi di fronte ad una serie di gravi irregolarità nella gestione che arrecano danno alla società e al suo patrimonio». Pesanti accuse, come pesante è il dissesto che la Cantina ha maturato nel tempo, le cui premesse, secondo i firmatari della denuncia, risalgono al 2009, quando «la società riportava un forte calo della marginalità operativa, influenzata principalmente dal calo dei volumi, dai costi fissi ineludibili e da politiche di stoccaggio del magazzino dei prodotti finiti». Perdita che, al 31 maggio 2014, ammontava a 5.629.590 euro su un capitale sociale di 7.023.588 euro. «Il collegio sindacale di La Versa ha proposto denuncia al Tribunale delle Imprese nei confronti degli amministratori richiedendo l'ispezione della società per il fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione, a danno della società stessa e dei soci», sottolineano gli interessati. La prima udienza si è tenuta venerdì scorso con l'intervento dei sindaci che componevano il precedente consiglio e in assenza dei sindaci nominati in loro sostituzione dall'assemblea della società il 21 dicembre scorso. Ma il normale svolgimento dell'udienza è stato ostacolato dalla invalidità-nullità dell'atto di costituzione in giudizio della società, rappresentata in aula dal presidente Dino Alberto Scarabelli, che in questo caso, in conflitto di interessi, avrebbe dovuto essere sostituito da un curatore speciale nominato dal Tribunale per garantire una tutela effettiva degli interessi e della posizione della società. Quindi il tutto si è concluso con un rinvio al 13 marzo prossimo, mentre il termine per la nomina del curatore è il 6 marzo. La vicenda "La Versa" è iniziata nel novembre scorso, appunto con la presentazione della denuncia al Tribunale delle Imprese di Milano. Il collegio sindacale, difeso dall'avvocato Federica Commisso di Milano, ha presentato un lungo atto di citazione, in cui vengono ripercorsi gli ultimi anni di attività della Cantina. Nella memoria si fa riferimento, ad esempio, alla mai risolta questione dei conferimenti delle uve: secondo lo statuto i soci, che hanno scelto di non portare più le uve alla cantina, dopo i mancati pagamenti del 2010, avrebbero dovuto essere esclusi dalla società o pagare una sanzione pecuniaria, ma nessuna decisione è mai stata applicata; altro nodo da sciogliere è quello dei 40 dipendenti, che attendono ancora il pagamento delle mensilità di giugno, luglio, agosto e settembre 2014. E poi – si evidenzia ancora – «il perdurante stato di crisi di liquidità e le perdite che continuano ad impoverire il patrimonio sociale». A cui è aggiunto l'esito disastroso dell'ultima vendemmia, con 7000 quintali di uva pigiati, a fronte di una potenzialità di 100 mila. Di fronte a tutto questo, il collegio sindacale propone un'unica via di uscita: «Riteniamo che sia cessata la continuità aziendale e che sussistano le condizioni per la messa in liquidazione della società», scrivono i "sindaci" nella memoria presentata ai giudici, in cui, tra l'altro, esprimono forti dubbi sul capo della cordata bresciana, Abele Lanzanova. Con il collegio sindacale si è schierato anche un gruppo di soci, rappresentati dall'avvocato Barbara Zanuttigh di Pavia, il quale ha deciso di costituirsi contro i vertici dell'azienda. «Vogliamo che siano tutelati i nostri interessi – spiega Massimo Maini, uno dei soci più critici verso la gestione della cantina – perché ci sentiamo parte lesa da questi comportamenti». Durante la prima udienza, sono stati sentiti i precedenti membri del collegio sindacale, mentre erano assenti gli attuali componenti. C'erano anche i consiglieri di amministrazione, che però non sono stati sentiti sui fatti contestati. In seguito al rinvio, a marzo si riprenderanno le fila del discorso. Intanto il clima si fa più acceso, e aumentano gli interrogativi sul futuro di un'azienda che deve fare i conti con una strada piena di ostacoli. (ha collaborato Oliviero Maggi)