Pavia strizza l'occhio a Johannesburg
PAVIA Archiviato il capitolo Gaguguin, l'assessorato alla cultura del Comune sta decidendo in queste ore di approvare o meno la nuova proposta artistica della società ViDi. Una proposta ambiziosa che potrebbe non fa rimpiangere la mostra appena cancellata: dalle poche indiscrezioni che filtrano dalle maglie serratissime degli organizzatori pare debba trattarsi di una collettiva dedicata ai maestri dell'impressionismo, realizzata con quadri prestati da musei che non è facile visitare, tipo Johannesburg. Inutile chiedere conferme al palazzo del Broletto: l'assessore Giacomo Galazzo si limita a chiedere, nel nome della correttezza che intende continuare ad assicurare alla società ViDi, la pazienza di aspettare ancora un giorno o due. Qualcosa di urgente, però, l'assessore ce l'ha da dire. I destinatari sono tutti coloro che, alla notizia della cancellazione della mostra di Gauguin, si sono abbandonati a una sfrenata sarabanda di commenti sui social. «Intanto vorrei chiarire, e lo farò anche in consiglio comunale, che il progetto Gauguin era stato messo in cantiere dalla giunta precedente, così come era stato siglato un accordo con la società ViDi per l'uso esclusivo degli spazi delle scuderie del castello sino al giugno 2015 - spiega Galazzo - . Chiaro che questi presupposti ci inducono a dover prestare attenzione alle proposte artistiche che arrivano da ViDi, compresa quest'ultima che stiamo valutando e sulla quale ci esprimeremo a breve. Continuo a ribadire il mio rammarico per quanto successo, anche se credo che a dolersene maggiormente siano proprio gli organizzatori della mostra cancellata, che stavano lavorando da tempo con grande serietà e impegno al progetto per il quale già si erano anche già impegnati economicamente». Danno e beffa causati, lo ricordiamo, da un problema del Musée des Lettres et Manuscrits di Parigi che ha dovuto negare i prestiti aViDi - oltre cinquanta opere, tra disegni e preziosi manoscritti di Paul Gauguin - a causa di un'indagine svolta dalle autorità francesi a carico di Gérard Lhéritier, fondatore del Museo. La nuova esposizione pavese dovrebbe coprire la stagione primaverile e l'inizio del periodo concomitante con l'inaugurazione milanese di Expo 2015. (lu. s.)