Certosa, un progetto per chi non ha lavoro
CERTOSA Assistere i cittadini disoccupati alla ricerca di un lavoro, fornire loro gli strumenti e le informazioni necessarie per proporsi al mercato, individuare una strategia ben definita. Questo, in sintesi, il progetto del Comune che, in un paio di giorni, ha già visto una decina di adesioni. Perché la crisi morde e miete vittime, anche in un paese che è tra i primi mille Comuni italiani per reddito Irpef per singoli contribuenti, esattamente alla seicentosessantunesima posizione, con un reddito imponibile di circa 23mila euro. Ma che negli ultimi due anni ha visto crescere le file di coloro che hanno perso il lavoro, con il 5% della popolazione in stato di disagio economico. E' la percentuale dei residenti che bussano alla porta del municipio per chiedere un sostegno, contributi per pagare le bollette o per arrivare a fine mese. «Un dato che rimane stabile, dopo l'impennata registrata nel 2013», precisa il sindaco Marcello Infurna. Ed è alle fasce deboli della popolazione che si rivolge "Esci dal guscio! Come cercare lavoro in un mondo che cambia", nato da un'idea di Rino Malaponti, referente politiche occupazionali dell'amministrazione, in collaborazione con Alice Morrone, referente marketing territoriale, e Daniela Greco, capogruppo di maggioranza in consiglio. Un team che ha pensato ai giovani alla ricerca di un primo impiego e ha pensato a chi ha perso improvvisamente un lavoro e ora fatica a riproporsi in un mercato occupazionale in continua evoluzione. La partecipazione è gratuita. «Ci rivolgiamo ai cassintegrati, ai disoccupati, ai ragazzi - spiega Infurna -. E' un progetto che va al di là dei compiti di un Comune, ma riteniamo giusto sostenerli per far fronte ad un grave problema che riguarda la nostra società». Insomma l'obiettivo è quello di intervenire dove esiste bisogno sociale. Ma non solo attraverso contributi economici. «Intendiamo costituire un gruppo a cui si insegnerà l'uso degli strumenti informatici e utilizzare opportunamente internet, ma anche organizzare workshop, tenuti da esperti, mirati a far conoscere le richieste del mercato e ad apprendere come costituire piccole cooperative o start up – spiega Greco -. L'obiettivo è fare rete, anche per sopperire alle carenze individuali, imparando a muoversi in modo autonomo e in linea con le esigenze del mercato, ora molto diverso da quello conosciuto da chi si è improvvisamente ritrovato senza occupazione». L'iniziativa, sottolineano gli organizzatori, intende fornire nuove prospettive e nuove idee. "Non si deve aver paura di affrontare strade alternative o pensare di trasformare, con un po' di coraggio, una passione in un lavoro».(st.pr.)