Sono allergici ai pesticidi devono lasciare Mortara

Aperte le iscrizioni alle scuole materne statali che dipendono dall'istituto "Massazza". I genitori potranno presentare la domanda d'iscrizione nei plessi di Mede, San Giorgio, Pieve del Cairo e Frascarolo rispettivamente giovedì 29 gennaio (San Giorgio alle 16.30 e Mede alle 17), venerdì 30 gennaio (Pieve del Cairo, alle 16.45) e lunedì 2 febbraio (Frascarolo, alle 16.30). Il programma dei quattro plessi saranno illustrati ai genitori lunedì e martedì, dalle 10 alle 11.30. L'attività didattica si svolgerà dalle 8.30 alle 16.30: sarà obbligatorio il pagamento del buono pasto quotidiano. «Potrebbe essere istituito, sulla base delle esigenze delle famiglie, un servizio di pre e postscuola gestito dai Comuni – spiegano dall'istituto». MORTARA Hanno dovuto lasciare la Lomellina per il troppo inquinamento. E'la storia paradossale di Emilia Pedroni, pensionata di 67 anni e di sua figlia Alessandra Guaschi, di 41, che oggi vivono a pochi passi da Sondrio, in una zona montuosa, perchè per loro l'aria di Mortara era irrespirabile. Le due donne soffrono di un'allergia, che ha colpito anche il figlio di Alessandra di 6 anni, a diverse sostanze, presenti soprattutto nella plastica e nei pesticidi. Si chiama Msc la loro patologia e per loro è vietato vivere vicino ai termovalorizzatori, utilizzare detersivi che non siano naturali ed entrare in contatto con vari tipi di plastiche. La loro è una vita blindata da "allergiche a tutto", seguita da medici specialistici, che le ha costrette a cambiare casa tre volte. I problemi iniziano a manifestarsi nel 2002, quando le due donne vivono a Mortara. I sintomi sono difficoltà alle vie respiratorie, diarrea, e gonfiore del volto. Dopo diversi consulti medici è stato consigliato loro , da uno specialista del policlino Umberto I di Roma,di trasferirsi dove non vengono utilizzati pesticidi. Le donne sono andate a vivere a Milano, ma anche nella metropoli la loro esperienza è durata poco. In capo a due anni anche sulla città ambrosiana è iniziata la diffusione di pesticidi. E sono tornati i problemi. Così è stata fatta una scelta radicale: andare lontano da qualsiasi fonte di inquinamento. Il trasferimento in Valtellina è coinciso con la nascita del piccolo Christian, che ha avuto la possibilità nel suo nuovo paese di avere un asilo "disegnato" apposta per lui, senza nessun materiale che gli crei problemi. «Scappiamo dall'inquinamento _ dicono le due donne _ A Mortara per noi la vita era invivibile. Addirittura un consigliere regionale portò il nostro caso all'attenzione del consiglio regionale, ma ci venne sempre detto che i livelli di inquinamento non erano eccessivi. Eppure noi siamo state costrette a spostarci. Al momento la nostra salute è migliorata, anche se trattandosi di un problema genetico, non possiamo certo guarire, però temiamo sempre di doverci spostare ancora. L'uso di pesticidi in agricoltura, sta arrivando anche in queste zone e temiamo di doverci trasferire ancora. Viviamo sempre con il timore di tornare a stare male». Per ora almeno Christian sta avendo un'infanzia serena, gioca a pallone nel suo giardinetto davanti alle montagne,ma comunque necessita di cure particolari, che rappresentano un esborso per la famiglia mortarese. «La malattia non è riconosciuta _spiega Alessandra _ ma c'è una cura. Si tratta di punture che costano 250 euro l'una, che consentirebbero di togliere tutti i disturbi, ma rappresentano una spesa, che in Italia non è supportata da nessun contributo». Andrea Ballone