Chignolo, a giudizio per omicidio
CHIGNOLO Si sono costituiti parte civile i fratelli di Stefano Zogno, 42 ani, falegname di Chignolo, morto per le conseguenze di una spinta ricevuta da Said Ouldhnin, 37enne marocchino, sul banco degli imputati per omicidio colposo. Al nordafricano, difeso dall'avvocato Michele Cammarata del foro di Parma. viene contestato l'eccesso colposo di legittima difesa. Secondo la ricostruzione della Procura di Pavia, il 37enne avrebbe colpito la vittima all'interno di un bar, al termine di un litigio, dandogli una spinta. Un gesto che sarebbe scaturito dal fatto che il 42enne avrebbe molestato e dato fastidio all'indagato, il quale avrebbe reagito. Zogno, in seguito alla colluttazione, era caduto per terra, battendo la testa e aveva riportato una emorragia cerebrale. Un trauma molto grave, che aveva portato il 42enne alla morte dopo due settimane di coma in ospedale, a maggio del 2012. La perizia, disposta subito dopo i fatti, aveva stabilito un collegamento tra quelle ferite e il decesso. Ieri il giudice del Tribunale di Pavia ha ammesso i testimoni citati dal pubblico ministero e dall'avvocato di parte civile, Claudia Sclavi, ma ha rinviato l'udienza al 30 novembre. (m.g.p.)