A S. Martino restano solo tre medici

SAN MARTINO Aveva quattro medici di base questo centro di 5850 abitanti. Ma due sono andati in pensione da poco, sostituiti da un solo medico. «Un numero insufficiente per le esigenze della popolazione», lamentano alcuni abitanti e qualcuno ha preferito recarsi nei paesi vicini, come Cava, Carbonara o Pavia. Così, a prendere il posto dei dottori Broggia e Mangiarotti è la dottoressa Valdata che per fortuna, dice Emanuele Chiodini, ex consigliere comunale, riceve quattro giorni alla settimana. «Speriamo – aggiunge - che l'Azienda sanitaria locale nomini un altro medico di base, in modo da rispondere alle necessità degli abitanti. Il sindaco Alessandro Zocca spiega che la decisione spetta all'Asl, costretta a seguire parametri ben precisi, e per ora è stata prevista una sola sostituzione. «Probabilmente tre medici risultano sufficienti per San Martino», commenta il sindaco che intanto, in accordo con la giunta, sta pensando di ridefinire, in futuro, gli accordi con i medici della Casa della salute, quella di via Trieste, nel centro polivalente Sabbia. L'amministrazione è decisa ad attivare la convenzione attualmente vigente tra Comune e medici che finora, precisa Zocca, è rimasta inattuata». «Si tratta di condizioni contenute nel contratto d'affitto – spiega l'assessore Andrea Viola -. Viene infatti richiesto ai medici specialisti di erogare alcuni servizi a favore dei cittadini, per questo l'amministrazione sta valutando la possibilità di migliorare l'offerta e sta pensando di introdurre una figura segretariale. Purtroppo sulle scelte dell'Asl, l'amministrazione non può intervenire, ma abbiamo messo la dottoressa Valdata nelle condizioni di esercitare il prima possibile». «Sarebbe anche necessario migliorare gli arredi della Casa della salute», fa sapere il sindaco. Per discutere di alcuni punti contenuti negli accordi contrattuali, l'amministrazione ha già convocato una riunione a fine mese. Intanto è già stato rivisto dal Comune il canone d'affitto per i medici di medicina generale, passato da 300 a 500 euro all'anno. «I locali sono di proprietà comunale e abbiamo voluto mantenere un affitto accessibile, perché riteniamo che si tratti di un servizio sociale da salvaguardare – sostiene il sindaco -. Situazione diversa è quella che riguarda i medici specialisti che annualmente pagano 300 euro. In questo caso abbiamo aperto una riflessione». L'idea potrebbe essere quella di adeguare il canone di locazione. «Il nostro obiettivo – spiega – è quello di tutelare gli interessi dei cittadini. Gli affitti sono soldi che incassa il Comune e che potrebbero essere utilizzati per migliorare i servizi sociali. Per questo intendiamo arrivare ad un compromesso tra le tariffe di mercato e quelle previste in convenzione, visto che ora si è determinato un gap inammissibile». Sono cinque i medici specialistici presenti nella Casa della salute, due quelli di base. La struttura, nata con l'idea di mettere in rete l'offerta sanitaria presente sul territorio comunale, ospita complessivamente 11 ambulatori. Nessun pediatra ha deciso di affittare la sala polivalente di via Trieste: è infatti andato deserto il bando comunale per l'affitto dei locali riservati alle visite pediatriche. Stefania Prato