Senza Titolo
Non rilascia dichiarazioni dalla primavera scorsa, non si vede e non si sente, i vicini di casa dicono che si faccia negare anche al citofono. Quando chiede il sale a tavola aggiunge "con rispetto per gli ipertesi", mette zucchero nel caffè solo se non ci sono diabetici tra i commensali. Non entra nel merito di nulla, perché dappertutto teme trappole: dici una cosa su Charlie Hebdo e ti ingabbiano sul rispetto delle religioni, condanni i terroristi e ti ritrovi in un dibattito sui controlli alle frontiere. Sta lì e aspetta, sapendo che le possibilità di farcela sono direttamente proporzionali all'allungamento dei tempi: tifa per i franchi tiratori, ma anche una leggera scossa di terremoto a Montecitorio non gli dispiacerebbe. E quando quelli faranno finalmente il suo nome, dovrà ricordarsi di sfoggiare la faccia più sorpresa: è un anno e mezzo che la prova allo specchio.