Così l'ora di lezione può diventare erotismo del sapere

PAVIA Massimo Recalcati, psicoanalista e tra i fondatori dell'associazione Jonas onlus (Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi) sarà il primo ospite del ciclo di incontri "Passeggiate Psicoanalitiche" al collegio Ghislieri, questa sera alle 21 nell'aula Goldoniana, dove presenterà il suo libro "L'ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento" (Einaudi, 2014). Periferia di Milano, anni Settanta, sono gli anni del terrorismo e della droga, dei sogni di Oriente e di liberazione. Una mattina, nella classe di un Istituto Agrario, fa la sua apparizione Giulia, una giovane professoressa di lettere che parla di letteratura e di poesia con una passione sconosciuta. È quell'incontro a "salvare" Massimo Recalcati che, in questo libro dedicato alla pratica dell'insegnamento, riflette su cosa significa essere insegnanti in una società senza padri e senza maestri, svelando al lettore come un bravo insegnante sia colui che sa fare esistere nuovi mondi, che sa fare del sapere un oggetto del desiderio in grado di mettere in moto la vita e di allargarne l'orizzonte. «Non esiste insegnamento senza amore – afferma Recalcati, che, bocciato in seconda elementare perché giudicato un bambino incapace di apprendere, oggi dice di rivolgersi proprio al quel bambino, quando insegna - Ogni maestro che sia degno di questo nome sa muovere l'amore, è profondamente erotico, è in grado di generare quel trasporto che in psicoanalisi chiamiamo transfert». Un po' come dire che spetta alla scuola il ruolo di "sentinella dell'erotismo del sapere", quella da cui dipende la possibilità del risveglio di ciascuno, il luogo che ha il potere di condurre altrove, di fronte al nuovo, all'inaudito e all'imprevisto. Perché è proprio questo il piccolo miracolo che può avvenire nell'ora di lezione: l'oggetto del sapere si trasforma in un oggetto erotico, il libro in un corpo. «Un miracolo che però può compiersi solo se non c'è sudditanza», insiste Recalcati, riferendosi all'errore in cui precipita l'attuale scuola delle competenze, quella dell'efficienza e della prestazione, che riduce l'apprendimento alla pura ripetizione, al calco acritico di un sapere costituito. «La metafora dell'amore - spiega ancora lo psicoanalista - consiste nel trasformare chi ascolta in soggetto attivo, da "eromenos" in "erastes", dallo statuto inerte dell'amato a quello partecipe dell'amante, di colui che cerca. In questo non c'è differenza tra professore e psicoanalista». Dialogheranno con Massimo Recalcati, Marco Francesconi e Stefano Pozzoli, docenti del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Pavia. Ingresso libero. (m. piz.)