Senza Titolo
di CARLO E. GARIBOLDI La domanda potrebbe essere semplice: è ammissibile che centinaia di ragazzini che si avvicinano allo sport, che atleti di livello nazionale e internazionale si allenino in una struttura del XII secolo? Sono eloquenti le fotografie che pubblichiamo in queste pagine: manifestano il triste stato di degrado di una chiesa medievale, acquisita 135 anni fa dal Comune di Pavia e adattata a palestra civica nel 1900. Bacinelle che raccolgono l'acqua piovana, infissi archeologici, spogliatoi da caserma napoleonica, attrezzi ammassati uno a fianco all'altro che rendono difficile, se non impossibile, la pratica di molte discipline. Potremmo non aggiungere altro. Avremmo potuto pubblicare una pagina fotografica con sotto scritto: senza parole. Invece crediamo che il disastro - come altro chiamarlo? - che documentiamo possa servire ad alcune riflessioni. La prima è legata al modello di gestione delle strutture sportive cittadine. A Pavia quelle importanti sono tutte di proprietà pubblica. Ma mentre l'Università sembra capace di gestire i suoi spazi, il Comune appare come un pessimo amministratore dei suoi beni. Facciamo un breve elenco: le tribune dello stadio Fortunati la scorsa estate rischiavano di crollare, la palestra di via Treves fa acqua da tutte le parti e costa tantissimo, quella di via Bianchi costruita pochi anni fa è già stata chiusa più volte perché il parquet si solleva, la piscina comunale (deludente gestione alla federazione nuoto, in proroga) ha bisogno di manutenzione straordinaria urgentissima, il palazzetto dello sport è un parcheggio abusivo (nella centralissima via Porta!!!). La responsabilità non è solo degli attuali amministratori (gliene chiederemo conto), ma attiene all'accanito disamore di politici e tecnici comunali verso la città. Il presidente Lanza dice «Da almeno 35 anni solo promesse». Ha ragione. La chiesa sconsacrata di San Dalmazio che ospita la Ginnastica pavese è annessa al monastero della Santa Mostiola. E' uno degli angoli più importanti della città. Secondo alcuni storici a pochi metri da qui sorgeva il palazzo reale. 115 anni fa, un pavese illuminato, l'ingegner Giulio Citterio adattò la chiesa a unica navata - che prima era un deposito di fieno per i cavalli - per dare spazi adeguati (per l'epoca) alla pratica dello sport, ginnastica e lotta, principalmente. Pochi mesi dopo a Parigi si svolgevano le seconde Olimpiadi dell'era moderna. Ci sono state due guerre, lo sport è diventato un business mondiale, le Olimpiadi sono alla ventesima edizione e ci si sposta con i voli aerei low cost, invece che con i cavalli. Non sarà il momento di cambiare strada e dare gli spazi che meritano i nostri atleti della Ginnastica pavese? Ogni anno in quello spazio inadeguato si formano alla vita uomini e donne - come amava dire il professor Grevi prima e poi Giovanni Grassani- oltre che atleti. E questi ultimi se la cavano pure benino, se negli ultimi due anni hanno ottenuto otto convocazioni in maglia azzurra e 36 medaglie ad altrettanti trofei nazionali.