Elcon, il fronte del no Aria di referendum

GARLASCO Il caso Elcon continua a tener banco dentro e fuori il palazzo municipale. Nel fascicolo sui dubbi dell'Arpa sull'impianto Elcon a Garlasco, emergono alcuni dettagli importanti sulle richieste che l'Agenzia per l'ambiente ha rivolto alla multinazionale che vuole costruire un impianto per il trattamento di rifiuti farmaceutici nell'area ex Record verso Gropello. I trascorsi del gruppo in fatto di autorizzazioni ad operare non sono, infatti, affatto tranquilli. Un impianto, già bocciato nel varesotto, su cui Arpa dopo aver chiesto una doppia relazione agli israeliani ha chiesto ulteriori chiarimenti. I punti caldi della discussione, che si dovrebbe chiudere entro un mese, sono legati (come già anticipato) a scarichi idrici ed emissioni in atmosfera dell'impianto. Arpa, questo è quanto trapela dai piani alti dell'agenzia regionale, vuole capire come Elcon abbatterà l'inquinamento che uscirà dall'impianto per evitare quindi problemi sia alla rete idrica di Garlasco e dintorni sia all'atmosfera. Intanto in città la discussione impazza. I fronti, sostanzialmente, sono due: quelli favorevoli "perchè porta lavora e tanto se non lo fanno qui lo fanno a pochi chilometri e non cambia nulla" e quelli contrari "perchè siamo stufi di impianti inquinanti in Lomellina". Una contrapposizione che potrebbe finire in un referendum popolare: il sindaco Pietro Farina ha detto che la consultazione ci sarà solo nel caso Arpa desse il primo via libera al progetto. La minoranza però lo chiede a gran voce comunque: «In una interrogazione l'amministrazione ci ha sostanzialmente risposto che se gli enti preposti al controllo ambientale dovessero dare il nulla osta loro considererebbero di procedere con l'apertura di questo impianto – sottolinea dai banchi della minoranza Alessandro Re - Non sarà saggio essere contrari aprioristicamente, ma oltre a sottolineare che la Lomellina è già satura di istallazioni a rischio ambientale e sanitario, ricordo che qualche decennio fa anziende come l'Eternit erano prese a modello salvo poi essere smentiti dai tristi e luttuosi fatti di cronaca che tutti ben conoscono. Per questo credo che dare la parola ai cittadini nelle forme che si riterrà o opportune sia necessario, soprattutto in mancanza di una visione chiara, lungimirante e univoca da parte di chi ha responsabilità di governo». Sandro Barberis