«L'appalto non l'abbiamo assegnato noi»

di Anna Ghezzi wPAVIA «Io all'epoca dei fatti, non c'ero» dice il direttore amministrativo del San Matteo Marco Passaretta il giorno dopo la notizia dei nove avvisi di garanzia recapitati ai piani alti del San Matteo con l'accusa di turbativa d'asta. E lo ribadisce anche il direttore generale Angelo Cordone. Nelle scorse settimane sono stati recapitati nove avvisi di proroga delle indagini firmati dal giudice Carlo Pasta, che ha esaminato la richiesta del sostituto procuratore Paolo Mazza avanzata l'estate scorsa, a Angelo Cordone, direttore generale del San Matteo dal 2012, Alessandro Moneta, presidente del Consiglio di amministrazione del Policlinico dal 2009, Marco Passaretta, direttore amministrativo dal 2012 e Pietro Caltagirone, che è stato direttore generale del Policlinico ma non è più al San Matteo dal 2011. L'elenco prosegue con i nomi di Maurizio Panciroli, di Pavia, ex dirigente del Provveditorato (ora in pensione), il funzionario di Pavia Rodolfo Lodi, che per anni si è occupato dei rapporti con la direzione medica, Matteo Barbieri di Bastida Pancarana, collaboratore del Provveditorato che si è occupato di istruire i bandi di gara, Giacomo Giordano, fino a dicembre 2012 amministratore unico della società di pulizie Meridional che ha l' appalto al San Matteo dal 2009, e quello di Andrea Valentini, amministratore dal 2012 in poi. Negli avvisi notificati ai dirigenti e funzionari del San Matteo viene indicata solo l'ipotesi di reato – turbativa d'asta – ma non il capo di imputazione. «L'unica informazione certa che ho – conferma Passaretta – è che stanno indagando e che da quanto è dato sapere la procedura in questione è quella del 2008. L'unica: la proroga di 6 mesi data alla Meridional era prevista dal contratto, con l'apertura del Dea è stata fatta la gara. Ci sono dei tempi tecnici: Meridional non è stata confermata, e ha fatto ricorso al Tar, che ha sospeso l'aggiudicazione. Stiamo quindi cercanndo strade alternative perché è fondamentale la garanzia della pulizia in ospedale». «Dato che non conosco i contenuti dell'indagine che si sta facendo, posso solo dire che io nel 2008, 2009 e 2010 non ero a Pavia», dichiara il direttore generale del San Matteo Angelo Cordone. Cordone, come Passaretta, è entrato in servizio a Pavia il primo gennaio 2012. Nel 2011 è stato direttore generale dell'ospedale di circolo di Melegnano, dal 2008 al 2010 direttore sanitario all'ospedale civile di Legnano. «In questi anni – aggiunge – siamo stati puntuali nel rilevare le inefficienze del servizio di pulizia, non abbiamo certo avuto un atteggiamento benevolo. Ci siamo impegnati per assicurare la pulizia del nuovo Dea e abbiamo rispettato i tempi necessari per fare la nuova gara. E nel frattempo dovevamo comunque garantire la pulizia dell'ospedale». Tra gli indagati anche il presidente Alessandro Moneta, insediatosi il 31 luglio 2009 e riconfermato da Regione Lombardia nel 2011: ieri, contattato, non ha risposto. Maurizio Panciroli, ex dirigente del Provveditorato ora in pensione, commenta: «Io ho fatto 10mila gare nella mia carriera e 40 anni di onorato servizio al San Matteo. Quella per l'assegnazione dell'appalto pulizie è stata una gara come un'altra, basata sui criteri prezzo-qualità. Una gara che peraltro non ha visto ricorsi». Sulla questione delle proroghe prosegue: «Era previsto dal capitolato che ci sarebbe stata un'appendice che doveva ricomprendere il Dea. Negli appalti delle pulizie è importante stabilire il prezzo al metro quadro perché l'estensione della superficie cambia con le aperture o le chiusure di reparti. I tempi sono scanditi dal codice appalti: una gara europea come questa prevede tempi tecnici dai 7 agli 8 mesi, i progetti bisogna leggerli, le ditte erano tante. E non ci sono stati ricorsi».