La protesta degli autosoccorso
TORTONA Fra gli oltre 60 «autosoccorso» dell'Aci che ieri mattina hanno manifestato il loro disappunto sulla nuova proposta di contratto, a Roma, c'erano anche gli operatori di Rebutti di Tortona (presenti 4 centri su 7 della provincia di Alessandria). I vertici Aci non avevano preso in considerazione le proposte di chi lavora direttamente sulla strada, presentate a dicembre. Gli operatori avevano giudicato la nuova proposta contrattuale «fortemente peggiorativa», sia per le garanzie sia per le opportunità, rispetto a quelle imposte sino a fine 2014 da Aci Global. Per il personale Aci che si occupa di soccorso stradale di mezzi leggeri e pesanti, il contratto stipulato è inaccettabile. Recentemente era stata chiesta una proroga di tre mesi, proprio per rivalutare l'accordo e mettere per iscritto i punti del contratto da modificare o chiarire. Il tempo richiesto non è stato concesso e gli addetti sono stati «disdettati» tutti dall'1 gennaio. Già l'altra sera si era tenuta una riunione presso la sede di «Aci Global», nella quale i 4 rappresentanti dei soccorritori hanno cercato, senza risultato, di aprire un dialogo. Ieri, oltre 60 carri attrezzi hanno sfilato per le strade della capitale e raggiunto la sede dell'Aci Global, dove la trattativa è proseguita. Se l'accordo abbozzato dall'avvocato dei centri delegati non venisse accettato da Aci Italia, 160 centri di autosoccorso, compreso quello di Tortona, «saranno fuori dalla rete». Paola Dellagiovanna