Berlusconi cerca l'intesa Forza Italia in subbuglio
ROMA Una corsa contro il tempo quella che si appresta a fare Silvio Berlusconi che in pochi giorni deve tentare di ricompattare Forza Italia, trovare un'intesa con Matteo Renzi sul futuro candidato alla presidenza della Repubblica ed evitare che il patto del Nazareno sulle riforme venga messo in discussione a causa della spaccatura degli azzurri. Ed è per questo che nel weekend ad Arcore il Cavaliere ha già in programma di incontrare i maggiorenti del partito per presentarsi, la prossima settimana, con una strategia definita. Nonostante non voglia mettere in discussione l'intesa con il segretario del Pd, convinto che Forza Italia non possa sfilarsi dalla partita sulle riforme così come dalla scelta del futuro inquilino del Colle, le fibrillazioni interne al suo partito così come l'atteggiamento dello stesso Renzi iniziano ad innervosire Berlusconi: è ora di iniziare a stringere con il Pd in modo da capire quali sono le loro proposte e decidere cosa fare. Che i due si debbano incontrare è ormai un dato di fatto ma, tra gli impegni del premier e la libertà ancora limitata del Cavaliere, i giorni a disposizione prima dell'inizio delle votazioni per il Quirinale sono pochi. La linea dell'ex capo del governo non cambia: siamo disponibili ad aggiungere i nostri voti a quelli del Pd a patto che il nome proposto non sia ostile alla nostra storia. La prossima settimana saranno convocati i gruppi Fi di Camera e Senato mentre, una volta conosciuta la proposta dem, verrà convocato il comitato di presidenza del partito. Ad incidere, però, sia sulla partita del Quirinale che sul percorso delle riforme, è Raffaele Fitto con la sua truppa di frondisti. L'eurodeputato, dopo il faccia a faccia di ieri con Berlusconi, resta alla finestra in attesa di capire le mosse del Cavaliere avendo fatto ben intuire di non essere disponibile a cambiare idea sia sull'Italicum che nel confronto per il futuro Capo dello Stato. Martedì Fi voterà compatta a favore del premio di maggioranza da assegnare alla coalizione e non alla lista come vuole il Pd, ma la ritrovata unità rischia di rimanere un episodio isolato nella votazione finale: se la legge non cambia - è l'avvertimento della fronda - noi non possiamo votare a favore. Una fibrillazione che potrebbe avere delle conseguenze anche sulla partita per il Colle. Ed è per questo che Berlusconi con i suoi fedelissimi lavora ad un piano alternativo e cioè quello di creare un "blocco moderato" con tutta l'Area Popolare in modo da rimpolpare le truppe destinando all'irrilevanza numerica i malpancisti. In prima linea nelle trattative con i centristi, Ncd in primis, ci sono Giovanni Toti e Paolo Romani che hanno visto Alfano.