«Materne, l'alternativa era privatizzare»

di Fabrizio Merli w PAVIA «L'alternativa alla decisione sulle materne era quella di privatizzarle. Ma io credo che questo servizio debba continuare a essere pubblico». Ilaria Cristiani, assessore all'istruzione, spiega le ragioni che hanno portato alla chiusura di due classi prime alle materne Muzio e Malcovati e di una prima alla materna «8 marzo». «A Pavia – dice Cristiani – le materne sono statali o comunali. Si tratta di due "mondi paralleli" che, in passato, hanno creato anche problemi sulle liste d'attesa, laddove alcune famiglie facevano domanda per entrambi i "sistemi".Noi abbiamo fatto un accordo in modo da fare interagire comunali e statali, creando un punto unico di accesso, ovvero l'iscrizione online». Ma a premessa di ogni ulteriore ragionamento c'è un altro dato di fatto. «Lo Stato non riconosce i costi per le materne tra quelli standard. Se il Comune impegna molti soldi su questo settore, che sarebbe di competenza del ministero dell'Istruzione, lo Stato presume che il Comune di Pavia abbia un sacco di soldi da spendere in eccesso e, quindi, riduce i trasferimenti». Altro argomento da considerare è che in alcuni quartieri di Pavia vi erano scuole statali sottoutilizzate o utilizzate da genitori non residenti in città. «Tagliare le sezioni in cui vi erano iscrizioni in eccesso – prosegue l'assessore – non è stata una scelta facile, ma era l'unica alternativa per garantire un sistema pubblico». I quartieri nei quali i genitori potranno trovare alternative sono Pavia Nord (materne Olevano e Scala), Pavia Est (Montebolone e Santa Teresa) e Vallone (Fossarmato e Girotondo). A complicare ulteriormente il quadro vi è la legge che "rallenta" il turn over. «Nel 2015 andranno in pensione 11 maestre comunali e una coordinatrice; le potremo sostituire con quattro maestre e una coordinatrice. Ecco perchè abbiamo deciso di "fare rete" con le materne statali. Faremo progetti insieme a loro, condivideremo il servizio di coordinamento pedagogico per offrire un servizio pubblico che sia il più possibile omogeneo». Ma cosa accadrà, in futuro, alle scuole? La soppressione delle prime è un fatto episodico o prelude alla chiusura? «Analizzando i flussi demografici – replica l'assessore Cristiani – crediamo che la Muzio continuerà a funzionare con due sezioni su tre, mentre per la Malcovati non è da escludere una chiusura. Per la 8 marzo stiamo ancora facendo valutazioni. Quello che tengo a precisare, però, è che non vi saranno posti in meno. Intanto, con l'iscrizione unica, si darà la precedenza a chi è residente nel Comune di Pavia. E questo ovvierà alla situazione di alcune statali in cui anche il 50 per cento dei bimbi proviene da famiglie che vivono fuori città. Poi dovremo aprire una discussione con i Comuni limitrofi perchè dovranno potenziare la loro offerta». Infine, la lamentela affiorata da molti genitori: il Mezzabarba non ha comunicato per tempo la cancellazione delle prime classi. «Purtroppo il ministero, appena prima di Natale, ha anticipato di 15 giorni l'iscrizione alle materne. Abbiamo dovuto anticipare tutto e non siamo riusciti a comunicare i cambiamenti».