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di Giovanni Scarpa wLACCHIARELLA Il Comune taglia le tasse locali per il 2015. La scelta del sindaco Antonella Violi e della sua giunta è caduta sull'addizionale Irpef, il cui pagamento da quest'anno cambierà radicalmente. Una decisione in controtendenza rispetto alla maggior parte degli enti locali.Prima di tutto la soglia di esenzione passerà dagli 8 mila euro degli anni scorsi ai 13mila attuali. In pratica, saranno decine le famiglie in più che dal primo gennaio potranno usufruire dell'esenzione rispetto allo scorso anno. Ma l'amministrazione, a parte questo aiuto concreto a chi ha un reddito basso, ha voluto introdurre anche una differenziazione a seconda dell'imponibile seguendo un criterio di «maggiore equità fiscale». Novità anche questa rispetto agli anni precedenti, dove tutti pagavano indistintamente lo 0,65 per cento (esenti esclusi, ovviamente). Ecco le nuove aliquote previste d'ora in avanti a Lacchiarella per quanto riguarda l'aliquota Irpef. I redditi fino a 15 mila euro dovranno pagare lo 0,59 per cento. Chi invece guadagna fra i 15 mila e i 28 mila avrà un aliquota pari al 60 per cento. Pagheranno pressochè lo stesso (aliquota allo 0,65 per cento) le famiglie il cui reddito è compreso fra i 28 mila euro e i 55 mila. Mini-stangata, invece, per chi guadagna più di 55 mila euro. A chi li supera ma è sotto i 75 mila, verrà applicata un'aliquota dello 0,70 per cento. Toccherà invece lo 0,80 per cento chi supera i 75 mila euro. Insomma, una mini-riforma del fisco locale che andrà ad attingere nelle tasche di chi ha di più per tutelare chi guadagna di meno. «Questa decisione comporterà per il bilancio un minore introito – ammette il sindaco Violi – ma siamo consapevoli che in questo momento debba prevalere l'attenzione ai cittadini e alle famiglie più in difficoltà. Abbiamo ritenuto, a seguito della grave crisi economica che ha visto la riduzione del potere di acquisto delle famiglie, di dovere garantire l'esenzione dell'applicazione all'addizionale Irpef a tutti coloro che hanno un reddito complessivo non superiore ai 13 mila euro, anzichè 8 mila. Contemporaneamente sarà attuata una politica di riduzione e razionalizzazione delle spese senza però incidere sui servizi che continueranno ad essere garantiti».