Tre dirigenti del Comune a processo

Sul caso dei capannoni della Vigentina si era già espresso anche il Tribunale del Riesame. In particolare il capannone della ditta Mottadelli e Carini, concessionaria di alcuni marchi di moto, all'angolo tra via Emilia e via Vigentina, era stato posto sotto sequestro nel gennaio del 2012 su richiesta della Procura che aveva ravvisato il mancato rispetto delle distanze richieste dalla legge. L'ipotesi dell'accusa era che i capannoni fossero da considerarsi "abusivi" in quanto costruiti in violazione della fascia di rispetto di 20 metri tra i fabbricati e la strada. In altre parole, tra il muro perimetrale esterno del capannone e l'inizio dell'asfalto - secondo il pm - avrebbero dovuto esservi almeno 20 metri. I giudici, tuttavia, hanno dato una lettura differente della norma che si pensava fosse stata violata. In particolare, facendo riferimento alle norme di attuazione del piano regolatore, i giudici ritengono che la distanza minima dovesse essere non di 20 metri, bensì di 7,5 metri. Distanza rispettata, che aveva poi portato alla revoca del provvedimento di sequestro. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Tre ore di discussione fitta. Il giudice Carlo Pasta ha ascoltato le arringhe degli avvocati dei nove indagati nella vicenda dei capannoni sulla Vigentina. E ha rinviato tutti a giudizio (con differenti contestazioni) nel processo che inizierà il 13 maggio. I tre dirigenti comunali – Angelo Moro, Francesco Grecchi e Gregorio Praderio – dovranno rispondere di abuso d'ufficio. Per gli altri, invece, sono rimaste in piedi solo alcune contestazioni residue sulla violazione urbanistica e paesaggistica. Al termine dell'udienza preliminare celebrata ieri mattina il giudice Pasta ha inoltre dichiarato sentenza di non luogo a procedere, per alcuni capi di imputazione, nei confronti di 4 indagati. Prosciolti dalle accuse relative agli interventi edilizi e alle distanze non rispettate Maurizio Mottadelli e Francesco Carini (difesi dall'avvocato Maurizio Sorisi), legali rappresentanti della concessionaria di moto che si sarebbe voluta insediare in uno dei capannoni sequestrati dalla Procura (e poi dissequestrati dal Tribunale del Riesame), ma anche Vincenzo Nicolaio (difeso dall'avvocato Alessandra Stefàno), direttore dei lavori per conto della società Mottadelli & Carini. E' stato infatti dimostrato che per le strade urbane non è richiesta una distanza dagli edifici di 20 metri, invece contestata dall'inchiesta. E ancora il gip ha disposto il non luogo a procedere anche per Fabio Signorelli (difeso dall'avvocato Orietta Stella) per il quale è caduta l'accusa più grave di abuso d'ufficio che, secondo la Procura, sarebbe stato commesso quando, in qualità di componente della commissione per il paesaggio del Comune di Pavia, non si era astenuto nella seduta del settembre 2008 che riguardava il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica alla Pavia Ponteggi srl. Signorelli il 13 maggio dovrà però tornare in aula per difendersi dalla contestazione, che riguarda anche Claudio Cavanna (difeso dall'avvocato Guido Torti), di aver redatto atti per i quali è necessaria l'abilitazione speciale, mentre loro sono in possesso della qualifica di geometri. Rinviato a giudizio Pietro Toselli (difeso dall'avvocato Paolo Carugo), proprietario dell'area sottoposta a vincolo paesaggistico perché, secondo l'accusa sostenuta dal sostituto procuratore Paolo Mazza, avrebbe avviato alcuni interventi edilizi già nel 2000 senza averne il permesso. In aula per difendersi dall'accusa di abuso d'ufficio i tre dirigenti comunali in tempi diversi a capo del settore Ambiente e territorio: Gregoriio Pradrio (difeso dall'avvocato Gianmarco Brenelli) per aver rilasciato nel 2007 il permesso di costruire gratuito alla ditta Mottadelli e Carini pricurandole così un ingiusto profitto patrimoniale e un ingiusto beneficio economico derivante dal mancato pagamento del contributo di costruzione. Angelo Moro (difeso dagli avvocati Graziano e Yuri Lissandrin) è accusato di aver rilasciato nel 2010, appena insediatosi , alla ditta Pavia Ponteggi srl una certificazione di compatibilità paesaggistica che avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla società (in quanto in possesso di un atto utile a una eventuale successiva sanatoria). Infine a processo anche Francesco Grecchi (difeso dall'avvocato Giuseppe Ferrari) per il permesso di costruire rilasciato alla Pavia Ponteggi e alla Mottadelli e Carini, tra il 2009 e il 2012.