Spese pazze, i nove consiglieri assolti per mancanza di dolo
TORINO «Il fatto non costituisce reato». Sono stati assolti con formula piena gli esponenti politici, in prevalenza del centrosinistra, imputati a Torino nel processo-bis per lo scandalo delle "spese pazze" degli ex consiglieri regionali. Il gup Daniela Rispoli ha accolto la tesi della stessa procura, per la quale gli episodi contestati non costituivano reato per «mancanza di dolo». Una sentenza che restituisce alla giunta di Sergio Chiamparino «tutta la serenità necessaria - commenta il governatore - per impegnarci ancora di più nell'importante lavoro di riordino e di rilancio della Regione». Tra i nove imputati per i quali, al termine delle indagini preliminari, il gip Roberto Ruscello aveva ordinato l'imputazione coatta figuravano infatti tre esponenti chiave dell'attuale maggioranza di centrosinistra. Il vicepresidente Pd della giunta e assessore al Bilancio, Aldo Reschigna, il capogruppo e segretario regionale dei democratici, Davide Gariglio, e l'assessore alla Pari opportunità Monica Cerutti, in quota Sel, sono usciti a testa alta dalla vicenda giudiziaria.