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La partecipazione all'appuntamento cittadino, spontaneo di sabato 10 gennaio, in piazza della Vittoria, per ricordare le vittime dell'attentato alla redazione di Charlie Hebdo, le vittime della Porte de Vincennes, nonchè tutte le vittime dell'odio e dell'intolleranza, è stata sentita, commovente e toccante. E' stata anche l'espressione, a parer mio, di una speranza, di un appello alle istituzioni. Credo di poter affermare che, con una tale partecipazione, le persone che si sono radunate attorno a " Una matita, Un fiore" abbiano condiviso, in una manifestazione simbolica, emozioni ma non solo. I simboli sono importanti, ma occorre nutrirli di sostanza, di risposte politiche, umane, sociali, educative improntate all'ascolto, al dialogo vero, non certo mutuato dai social network. Continuo a pensare che ora sia giunto il momento di organizzare il tempo della parola e della riflessione. Queste sono iniziative che richiedono il supporto reale delle istituzioni, le quali hanno o dovranno dotarsi di tutti gli strumenti per promuovere questo percorso, non certo facile o esente di difficoltà. Un percorso per conoscere, ri-conoscere e valorizzare la diversità, sotto tutto le sue forme, nel rispetto dell'altro, di sè. Attività che sia io che le mie colleghe, i miei colleghi insegnanti di Lingue straniere presso l'Ateneo pavese (ma non solo) mettiamo in gioco ogni giorno, nelle nostre pratiche didattiche volte a valorizzare il plurilinguismo, il pluriculturalismo. Processo fondamentale in un contesto di grande mobilità. Un pensiero naturalmente va anche a tutti gli insegnanti delle scuole (di ogni ordine), formatori, operatori culturali, associazioni di promozione culturale, centri interculturali che operano sul territorio e che le istituzioni non possono lasciare senza risposte, senza indicazioni. Occorre guidarli, sostenerli. Concludo con l'annuncio che, accogliendo la proposta dell'anima e animatrice generosa di Daniela Bonnani, sono stati predisposti due cartelloni, patchwork di quanto raccolto l'evento "Una matita, un fiore". Questi due cartelloni saranno offerti al Comune di Pavia. Colgo l'occasione per ringraziare tutte le persone, associazioni che, con il loro supporto, il loro sostegno, la loro presenza, hanno già permesso e permetteranno di ricomporre le basi per re-imparare a vivere insieme, per una convivenza civile e, se posso permettermi, "citoyenne". Thérèse Manconi centro linguistico Università di Pavia