Dieudonnè, show dopo il rinvio a giudizio
PARIGI Nuovo capitolo nella diatriba tra il controverso comico Dieudonnè e la giustizia francese L'umorista è stato ieri arrestato e posto in stato di fermo, nell'ambito dell'inchiesta per apologia di terrorismo aperta lunedì contro di lui, ma è riuscito ad andare comunque in scena. Il fermo è durato poco meno di 12 ore e si è esaurito quando Dieudonnè è stato formalmente rinviato a giudizio e l'udienza è stata fissata per il 4 febbraio. Appena scarcerato, l'artista è corso in serata al teatro Main d'or di Parigi, dove ha tenuto regolarmente lo show che sta portando in tournèe, dal titolo provocatorio "La bete immonde". Nel frattempo, il suo legale Jacques Verdier è già partito al contrattacco. Le accuse di apologia di terrorismo sono «ridicole», ha detto a più riprese a tv, radio e siti francesi, spiegando che a suo parere le autorità «sbagliano bersaglio» e in questo momento avrebbero «di meglio da fare nella lotta al terrorismo» che prendersela con il suo cliente. Stando al codice penale francese, ha sottolineato l'avvocato, «è vietato fare direttamente apologia di atti terroristici, e provocare questi atti. Ora, credete davvero che Dieudonnè sia nella posizione di provocare degli atti terroristici? Siamo di nuovo alla persecuzione di questo artista». Il professionista se la prende anche con i metodi usati per l'arresto: «10 poliziotti si sono presentati a casa sua», ha osservato. Il comico non è del resto l'unico ad essere finito nei guai per presunta apologia di terrorismo negli ultimi giorni. Secondo dati forniti dal ministero della Giustizia, sono quasi 70 le procedure giudiziarie aperte in Francia per accuse di questo tipo dopo l'attacco di mercoledì scorso alla redazione di Charlie Hebdo, e la cifra, sottolinea Le Monde, è in continuo aumento. In una ventina di casi, le denunce si sono già tradotte nell'apertura di inchieste. Due persone, oltre a Dieudonnè, sono stati poste in stato di fermo, 8 saranno giudicate per direttissima nei prossimi giorni e 8 hanno ricevuto una convocazione dalla polizia giudiziaria. In cinque casi, per gli imputati di apologia è già arrivata la condanna.