La musulmana italiana al fronte in Siria
di Valerio Mammone wMILANO «Sono italiana convertita all'islam e l'islam dice: indossate un abito che non ecciti gli uomini». È il 2009, Maria Giulia Sergio spiega come si deve vestire una donna musulmana durante la trasmissione televisiva "Pomeriggio Cinque". Allora Maria Giulia, nata a Torre del Greco (Napoli), ma vissuta a lungo a Inzago (Milano), aveva 21 anni e aveva da poco cambiato il nome in Fatima Az Zahra, come una delle figlie del profeta Maometto. Oggi ha quasi 27 anni, e, secondo diverse fonti, è l'unica donna italiana partita per la Siria per combattere al fianco di uno dei gruppi di ribelli ostili al presidente siriano Bashar al Assad (tra cui figurano i miliziani dello Stato Islamico). Oltre a lei, ci sarebbero altri 2 foreign fighters italiani: Donoue M., un marocchino di 22 anni naturalizzato italiano, e Gianpiero F., partito da Reggio Calabria, passato per la Siria, e ora rinchiuso di un carcere di Bagdad, in Iraq. Il quarto, Giuliano Ibrahim Delnevo, è morto a giugno del 2013, durante i combattimenti ad Aleppo. Maria Giulia non è l'unica, nella sua famiglia, a essersi convertita all'islam. La prima è stata sua sorella Marianna, 30 anni, sposata con un ragazzo egiziano. Poi è stata la volta di sua madre, Assunta Bonfiglio, e di suo padre, Sergio. Interpellata dalla stampa, la madre della ragazza ha detto di non sapere dove sia la figlia e che «dietro al velo non si nasconde una terrorista, ma una persona buona che ha la forza di chi lotta per una causa giusta». Il padre ha detto che la scelta di convertirsi all'islam è stata giusta, per sé e per tutta la sua famiglia. In quel video del 2009 Maria Giulia Sergio indossa l'hijab, il velo che non copre volto e resto del corpo, ma nel 2011 la ragazza rivendica in più occasioni il diritto di indossare il niqab, il velo integrale. Lo fa prima con dei post su Facebook, poi sottoscrivendo un appello contro una proposta di legge che lo proibiva. Il destinatario dell'appello è l'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che in passato aveva difeso una ragazza che era stata multata perché indossava il niqab. In quei due anni, tra il 2009 e il 2011, Maria Giulia si sposa due volte: la prima con un ragazzo di origini marocchine che lavora come pizzaiolo a Inzago, ma la relazione finisce - secondo alcuni amici di Maria Giulia - «perché la fede del marito non era salda». La seconda, nella moschea di Treviglio (Bergamo), con un uomo di origini albanesi, che potrebbe averla spinta verso l'islam radicale, mettendola in contatto con alcuni estremisti islamici albanesi, che combattono contro il regime di Assad. Dopo il secondo matrimonio, Maria si trasferisce insieme al marito a Grosseto. Secondo la procura di Milano il viaggio in Siria risale al settembre del 2013: la ragazza è partita da Roma con un volo diretto a Istanbul in Turchia, per poi proseguire via terra. Poi ha fatto perdere le sue tracce. ©RIPRODUZIONE RISERVATA