Espatrio del Cavaliere: ricorso respinto
Confermato dalla Cassazione il divieto di espatrio per Silvio Berlusconi in quanto il leader di Forza Italia, dopo la condanna definitiva a quattro anni di reclusione (tre dei quali coperti da indulto) per frode fiscale nel processo Mediaset, «si trova in espiazione di una pena detentiva, anche se con una modalità che prevede un trattamento extracarcerario». Lo scrive la Suprema Corte nella sentenza che ha respinto il ricorso dei legali di Berlusconi nell'udienza a porte chiuse celebratasi in camera di consiglio lo scorso 2 dicembre. Con questo verdetto, viene convalidata l'ordinanza del tribunale di Milano che il 25 febbraio di un anno fa aveva respinto la richiesta di Berlusconi di «recarsi in ogni altro paese dell'Unione Europea senza bisogno di alcuna autorizzazione specifica», e di «recarsi a Dublino», nel marzo del 2014, «per il congresso del Ppe» nonostante gli fosse stato ritirato il passaporto e sulla carta di identità fosse stata apposta la formula "non valida per l'espatrio". Anche se ormai il congresso del Ppe si è concluso da un pezzo, la Cassazione spiega a Berlusconi che la sua richiesta di ottenere almeno un permesso provvisorio per andare a Dublino, non poteva comunque essere accolta perché l'Irlanda non aderisce all'area Schengen. Infine, i supremi giudici fanno presente che contro il ritiro del passaporto, Berlusconi può fare ricorso amministrativo alla Farnesina o al Tar.