Giussago, gasolio nei campi dopo il furto
di Giovanni Scarpa wGIUSSAGO Hanno tentato di rubare gasolio dall'oleodotto della Sigemi, la il calo di pressione improvviso ha messo in allarme i tecnici che hanno immediatamente attivato le procedure di emergenza mandano in fumo il furto. Un remake, in pratica, del tentato furto, sempre a danno della stessa società, avvenuta nel 2013 a Lacchiarella. Per fortuna, questa volta, il danno ambientale è stato contenuto. Nel momento in cui i ladri hanno cercato di posizionare pompe e tubi ad alta pressione per rubare il gasolio, erano in corso operazioni di pompaggio e quindi la fuoriuscita di carburante è stata limitata. I ladri sono entrati in azione, a differenza della volta precedente, in un campo all'interno di una proprietà privata. Forse il tentativo di restare lontano da sguardi indiscreti, protetti dalla vegetazione e a qualche centinaio di metri dalla strada provinciale. La banda, secondo una prima ricostruzione, ha scavalcato la recinzione e ha raggiunto il punto esatto in cui passa il tubo dell'oleodotto. Operazione resa possibile dalla presenza, lungo il tratto delle rete, da alcuni paletti fissati sul terreno. Evidentemente si tratta di una banda specializzata, in possesso di una mappa precisa che indica i passaggi dell'oleodotto sul territorio fra la provincia di Milano (la Sigemi ha infatti sede a Lacchiarella) e quella pavese. Ma la preparazione dei ladri finisce qui. Per la seconda volta, infatti, il colpo è andato a vuoto. Probabilmente il piano prevedeva, una volta, bucato il tubo e posizionato gli strumenti per far uscire il gasoli, l'arrivo di una cisterna all'interno della proprietà privata. Ma qualcosa è andato storto. La pressione nell'oleodotto era infatti al minimo in quel momento. Il sistema di allarme ha subito segnalato la manomissione dell'impianto. La banda non ha avuto quindi il tempo di rubare nulla e sono dovuti fuggire a mani vuote. Per fortuna, anche il danno ambientale è stato limitato. «Dalle prime stime risulta che il prodotto sversato sia di quantità limitata e contenuto all'interno dei due scavi realizzati dai malviventi« fa sapere la società in un comunicato. Questo anche perchè «al momento del tentativo di furto non erano in corso operazioni di pompaggio e quindi le conseguenze ambientali sono state limitate». Sul posto, comunque, sono giunti subito anche tecnici dell'Arpa che stanno effettuando i rilevamenti. La tesi della società è confermata anche dal Comune. «Sembra che la situazione sia sotto controllo – spiega il sindaco di Giussago, Massimiliano Sacchi – perchè la Sigemi si è accorta subito di quanto stava succedendo e i suoi tecnici sono intervenuti subito». Le cose andarono diversamente, invece, nel 2013 a Lacchiarella. Il maldestro tentativo dei ladri – allora – provocarono lo sversamento di centinaia di litri di carburante. La bonifica costò alla Regione circa un milione e mezzo di euro.