Morì nell'incidente a Landriano Assolto il marito

di Maria Fiore wLANDRIANO La moglie morì sul colpo, lui, portato in gravissime condizioni all'ospedale, si salvò per miracolo. Ma Giuseppe Caprio, 53 anni, di Pieve Porto Morone, oltre alla sofferenza per la morte della moglie e per le conseguenze fisiche riportate in quell'incidente, in questi anni ha dovuto anche fare i conti con l'accusa di omicidio colposo. Per questa contestazione l'uomo, che guidava la moto con a bordo anche la moglie, Maria Teresa Marzenta, di 44 anni, ha dovuto affrontare un processo. Ieri pomeriggio il giudice Luigi Riganti si è pronunciato con una sentenza di assoluzione, come chiesto anche dal pubblico ministero Antonella Santi. Un verdetto che per l'imputato (difeso dall'avvocato Antonio Rodontini) rappresenta la fine di un incubo cominciato il 14 settembre 2009, quando a Landriano marito e moglie, parrucchieri a Milano, rimasero coinvolti in un incidente sulla provinciale 412. Quel giorno i coniugi presero la moto per aggirare il traffico e arrivare prima al lavoro a Milano. Allo svincolo per Landriano, la moto di Caprio scivolò sull'asfalto e si schiantò con una Volkswagen che arrivava dalla direzione opposta. La donna, che era seduta dietro, morì sul colpo. Il marito, invece, finì nel reparto di Rianimazione, in coma, con fratture alle gambe e contusioni al torace. La ricostruzione della dinamica dell'incidente fu affidata alle perizie disposte dalla procura e fatte fare dalla stessa difesa. Molti particolari restavano da chiarire. I primi rilievi stabilirono che l'auto stava uscendo dallo svincolo per immettersi sulla strada principale, dove avvenne l'urto con la moto. Ma non si escluse neppure che la moto stesse tentando un sorpasso. Una manovra consentita in quel tratto di strada. Le motivazioni della sentenza devono ancora essere depositate, ma non è escluso che il giudice (e anche la procura) abbia tenuto conto di una circostanza individuata nella perizia della difesa. Il motociclista, infatti, non avrebbe perso il controllo per una manovra azzardata, ma a causa dell'urto con il cassone di un autocarro. Il conducente del mezzo, chiamato a testimoniare al processo, lo ha confermato. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA