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iniziative Le poesie da rileggere e un tuffo nel passato nGentile direttore, la ringrazio per la vostra iniziativa editoriale con la ristampa del libro "Poesie compagne di vita-quando si imparavano a memoria": ho davvero molto apprezzato sia l'idea, veramente brillante ed originale, sia lo stile del libro, che richiama quello di un quaderno, arricchito da bellissime illustrazioni. Mi ha fatto fare un tuffo nel passato, nei miei anni scolastici, quando veramente le poesie si imparavano a memoria e si veniva poi interrogati sulle stesse. Le confesso che ancora oggi ricordo a memoria alcune di quelle poesie, le più brevi come "Pianto antico" e "San Martino" , mentre grazie al vostro libro ho potuto ripassare quelle più lunghe e impegnative e, forse per questo, meno memorizzate. Le sono quindi veramente grata per avermi dato la possibilità di avere "a portata di mano" una raccolta di tutte le poesie studiate in gioventù e poterle rileggere di tanto in tanto, ripensando a quegli anni spensierati . Simili letture fanno bene al cuore ed allo spirito perchè rispecchiano un mondo oramai scomparso, ma molto umano, onesto e altruista. Marinice Chiappero Pavia PENDOLARI L'ultima beffa sulla Pavia-Codogno nDa pochi giorni e per caso abbiamo saputo da alcuni studenti della nostra tratta ferroviaria Pavia-Codogno di un cambiamento nell'orario in vigore dal 6 gennaio: il treno delle 13.30 da Pavia è stato eliminato e sostituito con quello delle 14.08. Non ci sono avvisi, se non una misera tabella sul sito di Trenord. Ora sorgono alcune problematiche: - innanzitutto la motivazione di tale scelta: l'azienda è riuscita a gestire per più di due anni la vicinanza dei treni delle 13.08 e delle 13.30, motivo che fa pensare che la questione odierna non abbia un reale fondamento e che gli interessi degli studenti di quella fascia oraria non importano a nessuno, evidentemente; - in questo modo rimane scoperta tutta la fascia degli studenti delle superiori (in gran parte minorenni) che escono dai numerosi istituti di Pavia in quell'ora e che non fanno chiaramente in tempo a prendere il 13.08, rimanendo letteralmente a piedi a causa del nuovo orario; lo stesso discorso si ripropone per i numerosi studenti universitari, in particolare per quelli che vengono dalla zona della Nave, del Cravino e del Policlinico San Matteo; - ne trae un minimo vantaggio chi uscendo tardi da scuola doveva attendere il 15.08, come gli studenti del Volta, ma in misura numericamente del tutto inferiore (si tratta di poche unità). Sinceramente non riusciamo a capire come mai sia stata penalizzata la fascia che in realtà avrebbe dovuto essere maggiormente rinforzata: infatti ci vorrebbero tre treni, perché la percentuale maggiore di affluenza sulla linea è concentrata in quell'ora e far aspettare dei minorenni, costringendoli a tornare a casa alle 15 o alle 16, non sembra la soluzione migliore, soprattutto quando le richieste di rafforzamento formulate dal Comitato pendolari Pavia-Codogno, supportate da centinaia di firme, erano ben diverse e non sono state ascoltate, né prese in considerazione: tre treni alle 13.08, 13.30 (o meglio 13.45 come sempre stato) e 14.08. E' ora che finalmente si ascoltino le reali esigenze dei pendolari. La "scusa" della crisi non giustifica in alcun modo l'inadeguatezza del servizio pubblico, visto che i biglietti continuano ad aumentare e gli standard di trasporto purtroppo si abbassano sempre più. Si pensi che a causa del mancato avviso di Trenord è stato necessario informare del cambio di orario tutti i ragazzi che seguono la pagina Facebook dedicata "Studenti e lavoratori tratta Pavia-Codogno" e anche scrivere al Consigliere Regionale Villani per informarlo della questione, visto che è stato tra le poche personalità che si è preso la briga di ascoltare le nostre voci, quantomeno per sperare di avere delle risposte. Francesco Andronio studente pendolare, Chignolo Po Claudia Magnani lavoratrice pendolare, Chignolo Po #jesuischarlie / 1 Forse va rivisto il concetto di satira nDue parole per dire che non ammetto e trovo incredibile quello che è successo a Parigi ai giornalisti di Charlie Hebdo, ma anche che sia necessario rivedere il nostro concetto di satira. In cosa c'è satira nel dire che il Corano è una m.? Oppure nel fare disegni con pratiche sessuali tra Gesù, lo Spirito Santo, Dio stesso? Perché è satira? Perché non è un valore rispettare il credo religioso dei musulmani e anche dei cristiani? Maometto, Gesù sono per i credenti persone fisiche vitali e presenti, così come un ministro o anche solo un direttore: provi a dire a uno di questi personaggi che sono m., vedrà che causa giudiziaria! Credo si dovesse ragionare e intervenire prima, a meno che a qualcuno torni comodo ciò che è successo! Vincenzo Brignoli Varzi #jesuischarlie / 2 E quella bambina imbottita di esplosivo? nGuardavo in tv la marcia di milioni di persone a Parigi, ma io vedevo in realtà un'altra marcia, solitaria e terribile: quella che in Nigeria una bambina di 10 anni, imbottita di esplosivo, è stata costretta a percorrere negli ultimi istanti di vita... C'è qualcuno, appartenente a qualsiasi etnia o confessione religiosa, disposto a soffermarsi a pensare veramente a quella bambina e a tutte le altre usate come lei? Qualcuno che sia disposto a prendere coscienza, a indignarsi, a chiedere con forza di porre fine con qualsiasi mezzo a questa insensata ferocia? E' sicuramente più facile fingere di credere che in fondo ciò non ci riguardi, ma il non voler vedere potrebbe presto rivelarsi un errore fatale per tutti. Carla Chiesa San Genesio NAPOLITANO / 1 La difficile ricerca di una guida sicura nGiorgio Napolitano, al tramonto del suo secondo mandato, si è confermato animato da umanità e fermezza, due doti maturali perfezionate in 70 anni di vita politica, che gli hanno consentito di illuminare il viaggio travagliato della caravella tricolore, fragile, in balia dei flutti e frenata da un equipaggio rissoso e costantemente sull'orlo dell'ammutinamento. L'identikit del nuovo Presidente della Repubblica resta avvolto da una nebbia fitta: in attesa della mossa d'apertura sulla scacchiera di Renzi, sembra più semplice ragionare su quello che non dovrà rappresentare l'erede al Colle. Non serve un "Papa" di transizione che assecondi tutti i capricci del premier, né un garante del patto del Nazareno che rischia di tracimare fino ad allluvionare gli equilibri tra governo ed opposizione. La liquidità del nostro ceto politico e la fragilità della legge di stabilità, che deve ancora attraversare le forche caudine di Bruxelles, sconsiglia anche di affidarsi a una rappresentate della società civile sconosciuto a livello internazionale. In conclave ci si affida allo Spirito Santo, in Parlamento si può sperare su un'illuminazione improvvisa, guidata insieme dal buonsenso e dal coraggio. Siro Zangrandi Pieve Porto Morone NAPOLITANO / 2 Un messaggio che va fatto nostro nNel messaggio di fine anno del presidente Napolitano, mi hanno colpito due valori "desueti" che il Presidente ha indicato nel suo ultimo discorso come gli unici capaci di alimentare una riscossa nel Paese: senso del dovere e senso di responsabilità. Con l'idea che sia fondamentale ricordare che il futuro del Paese dipende da ognuno di noi, dalla somma dei comportamenti individuali e che l'idea di servizio non deve mai sembrare aliena. Non solo il senso del dovere, ma anche la combattività e lo spirito di sacrificio. Perché da ciascuno di noi può venire un impulso importante per il rilancio e un nuovo futuro dell' Italia. Lo dimostrano quei giovani che non restano inerti nella disoccupazione, ma prendono iniziative, si associano in piccoli gruppi professionali per fare innovazione, creare, aprirsi una strada. Aldo Lazzari Pavia