Italicum, al Senato si preannuncia battaglia

ROMA La maggioranza supera senza problemi il primo voto segreto alla Camera sulla riforma del bicameralismo, mentre al Senato presenta in aula i quattro emendamenti alla legge elettorale che recepiscono gli accordi sul nuovo Italicum, incassando l'adesione di Fi su uno di essi. Ma proprio sulla legge elettorale ci sono problemi: innanzitutto la minoranza del Pd ha a sua volta presentato un emendamento alternativo pro-preferenze; e in secondo luogo una querelle procedurale ha indotto la Lega a depositare oltre 40mila emendamenti, scoglio superabile solo con un chiarimento sia politico che procedurale. Oggi l'aula di Montecitorio ha ripreso a votare la riforma costituzionale che supera l'attuale bicameralismo, il cui esame proseguirà fino alla prossima settimana. Ma la notizia positiva per la maggioranza è l'aver "retto" al primo voto segreto, un emendamento di Sel sulle minoranza linguistiche bocciato. Fi ha votato con la maggioranza. Al Senato la musica è diversa, anche se si suonano due spartiti: uno nella maggioranza, dove regna l'armonia, l'altro con le opposizioni. Con queste si è aperto un braccio di ferro procedurale che ha indotto il Carroccio a presentare ben 10 scatoloni con dentro oltre 40mila emendamenti che però, ha detto Calderoli, potrebbero anche essere ritirati se c'è una schiarita. In Aula è arrivato il testo dell'Italicum approvato alla Camera, e quindi gli emendamenti si riferiscono al vecchio Italicum. C'era il rischio che se la maggioranza avesse trasfuso in un unico maxi-emendamento i contenuti del nuovo Italicum su cui ha trovato l'intesa, questo avrebbe fatto decadere gli altri. E quindi il dibattito si sarebbe concluso in un solo voto. Da qui la richiesta fatta al presidente Grasso da M5S, Sel, minoranza Pd e frondisti di Fi di concedere tempo per sub-emendare l'emendamento della maggioranza. Ma la Lega nel dubbio ha fatto piovere i suoi 40mila emendamenti. Grasso ha poi effettivamente concesso 3 ore. Oggi resa dei conti. I 4 emendamenti prevedono l'innalzamento dal 37 al 40% della soglia per il premio di maggioranza al primo turno, nonché il superamento dei listini bloccati nei collegi, dove però il capolista sarebbe bloccato. Gli altri: soglia di sbarramento al 3% e premio di maggioranza alla lista; una norma che evita che i voti di un collegio si trasferiscano ad un altro; l'ultimo attribuisce al governo la delega per disegnare i 100 collegi dell'Italicum.