Tir e crepe sui muri San Biagio protesta

GARLASCO Buchi nelle strade, crepe nei muri, tombini che cedono e rumore a ogni ora del giorno. Ormai dal 2010 gli abitanti della frazione di San Biagio vivono in questa condizione. Alla base di tutto ci sarebbe, secondo i residenti, che hanno già scritto una lettera di proteste all'amministrazione provinciale, il passaggio dei camion diretti alla cava cheè stata aperta all'ingresso di Zerbolò. Una strada tutta saliscendi e curve, tra due gruppi di case e attorno campi, boschi e pioppeti: questa è San Biagio. Si potrebbe tranquillamente definire un tranquillo paesino di campagna, se non fosse che a cadenza regolare, in pratica uno ogni mezz'ora, passa un autoarticolato. «E' impossibile vivere _ spiega Maria Regina Tipa, una dei residenti che assieme ad altri da anni protesta _ Pensi che una persona si è trovata addirittura il lampadario staccato. E poi ci sono le crepe nei muri, visibili anche dalla strada, e i tombini che sprofondano. Ogni volta che piove l'acqua inonda la strada, Senza dimenticare il fatto che ormai da anni sta cedendo anche una chiesetta sconsacrata, che è utilizzata da un pittore. E poi ci sono i tetti che per la continua pressione hanno iniziato a cedere, come è successo anche al tetto della chiesa». Una signora, davanti all'unico bar del paese affranta spiega: «Ieri sera ho visto le ante dell'armadio vibrare e muoversi. Mi sono detta: arriva il camion. Dopo nemmeno un minuto è passato». Diverse volte è stata contattata l'amministrazione comunale di Garlasco, ma la competenza della strada è della provincia. I soldi per gli interventi scarseggiano e nessuno da Pavia ha mai deciso di intervenire. «Chiediamo soltanto _ spiega Dario Morini _ che ci sistemino delle strade non vogliamo certo che l'azienda chiuda, ma soltanto che si intervenga in modo giusto sulla viabilità cioè sistemando le strade che ormai sono ridotte un colabrodo». Stando alle testimonianze dei residenti di San Biagio sono poche le abitazioni che sono esenti da danni. «Per coprire le crepe _ spiega Tipa _ ho dovuto coprire i muri con il cartongesso e ormai da tempo abbiamo anche il problema del transito notturno dei veicoli che vanno ad alta velocità. Non riusciamo nemmeno a capire perchè anche a tarda ora passino dei camion nel centro abitato». Qualche settimana fa intanto è stata spedita un'altra lettera all'amministrazione provinciale, e al momento i residenti attendono almeno una risposta per sapere quale futuro ci sarà per la loro frazione. «San Biagio_ continua Maria Regina Tipa _ è ormai una frazione dimenticata da anni. Certo siamo meno importanti e abitati delle Bozzole questo è vero, ma non dimentichiamoci che anche noi siamo cittadini come gli altri e paghiamo le tasse». Andrea Ballone