Caso fanghi, la polemica finisce sui muri di Lomello
LOMELLO Un manifesto con tre domande sulla Cre affisso sui muri di Lomello: sono dell'ex assessore Massimo Granata che chiede informazioni sulle voci che riguarderebbero «l'ingloriosa conclusione della battaglia inscenata dal Comune contro l'insediamento di fanghi della Cre». L'ex assessore chiede se il Comune ritirerà il ricorso, presentato dalla passata amministrazione, al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Lombardia favorevole all'insediamento Cre. «Tutti i cittadini possono chiedere informazioni in municipio – replica il sindaco Silvia Ruggia –. Non organizzeremo assemblee pubbliche sul tema, almeno sino a quando la situazione non sarà definita tra il Comune e la Cre». La giunta e la Cre stanno ragionando su una nuova convenzione con scadenza 2025. Se il nuovo accordo conterrà sufficienti garanzie ambientali e compensazioni più alte delle attuali, il ricorso al Consiglio di Stato verrà ritirato. «Le condizioni oggi sono mutate – dice Silvia Ruggia – stiamo cercando il massimo di compensazioni da destinare ai bisogni della nostra comunità. Non vogliamo perdere quanto già previsto dalla convenzione che scade tra un anno, ma rilanciare le nostre richieste, cioè disporre di maggiori fondi da destinare ad uso pubblico, evitare così ulteriori tasse ai cittadini e garantire più controlli ambientali». Insomma, nessuna "minaccia" da parte della Cre di sospendere gli emolumenti previsti ma una trattativa aperta per una nuova convenzione. Granata pone poi una domanda sull'ipotesi di insediamento di un'azienda chimica al Boragno. Ruggia è esplicita: «A Lomello non ci saranno più insediamenti a rischio ecologico, né abbiamo mai avuto richieste di questo tipo». (p.c.)